Ci risiamo, di fronte al problema dell’immigrazione che ha reso molte città invivibili e non sicure, che si fa? Ma ovvio, ci si divide e si lotta contro il “fascismo”!
I soliti sciocconi da piazza non comprendono che il termine “fascismo” non può essere utilizzato come sinonimo di dittatura. Se si è contro i regimi dittatoriali bisogna esserlo verso quelli dei propri tempi. E’ ingenuo pensare che la storia dei regimi si sia fermata al 1946.
La retorica antifascista propagandata nelle scuole ha sempre insegnato che viviamo in un’epoca democratica, di progresso, attenta alle minoranze. In realtà non è così, il potere ha solo cambiato pelle, ma è molto riconoscibile nei suoi intenti.
Quando l’unica ideologia rimasta da tempo è quella liberale, dei cosiddetti “mercati” e i loro deus ex machina, non è ammissibile continuare a fare la lotta tra poveri su questioni storiche di cento anni fa mentre il degrado avanza.
Il sistema attuale demonizza in tutti i modi regimi del passato semplicemente per utilizzarli come metro negativo di paragone, per dimostrare la propria bontà. Ma viviamo in un sistema che è sempre stato democratico solamente di facciata dal momento che, alla resa dei conti, un pool di banchieri e finanzieri, non eletti da nessuno, decide la solidità di un paese, il suo governo, le sue leggi e la sua economia, indicando cosa si deve o non si deve produrre. I media sono a senso unico e seguono linee ben precise, la libertà di stampa è un’altra illusione. Non esiste alcun progetto politico che non sia al servizio di élites, sono loro che nominano direttamente i governi nazionali.
Finché non si prende consapevolezza di vivere in una democrazia presunta, con personaggi a servizio di interessi oligarchici, in cui vi sono uomini che governano le nostre vite pur non essendo legati a nessuna espressione di volontà popolare, in cui ogni governo nazionale è sottoposto a ricatti ed il parlamento è esautorato di ogni decisione, si sarà sempre fuori strada e continueremo a vedere questo circo per le strade.
Mentre il potere decisionale è legato ad élites ed a tecnocrati, col dito si continua a indicare la figura di Mussolini. Nel 2026! Ancora prosegue questo ridicolo teatrino e le nuove generazioni ci cadono sempre.




