Una professoressa di inglese un po’ terrorizzata dagli studenti, ma convinta del valore educativo fondamentale della scuola, viene assegnata a una quinta di un liceo romano a Rebibbia. Quella periferia romana, raccontata anche da Zerocalcare, fa da sfondo alla vita dei ragazzi tra fumo e famiglie sfasciate, spaccio e primi amori, storie di sesso e rassegnazione. I ragazzi si lasciano un po’ andare tra canne, telefonini e preconcetti, convinti che la vita fuori dalla scuola sia solo ostile e a loro preclusa. La professoressa ha tre possibilità: scappare come i suoi predecessori, fregarsene o entrare in quella gabbia di leoni disarmata.
Dopo tanti maestri e professori finalmente al cinema una professoressa, o meglio, la “pressoré”, come la chiamano tutti in questo liceo periferico e maltrattato da una brutta architettura.
Tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli, edito da Marsilio, che l’ha scritto con Herbert Simone Paragnani e la collaborazione del regista Umberto Carteni, Domani interrogo mette in scena la ‘normale’ vita, soprattutto scolastica, di una professoressa idealista dentro. Nel senso che non lo dà a vedere e così, come direbbero i suoi stessi studenti, non s’accolla.
A interpretare la professoressa, che poi è la scrittrice stessa, insegnante di inglese anche nella vita (e scrittrice e traduttrice), c’è Anna Ferzetti perfetta nel rendere lo spaesamento iniziale di una nuova docente che arriva in una quinta già formata.
L’attrice romana riesce ad accompagnare con grande aderenza il suo personaggio che è innamorato dei suoi studenti anche perché non possono non ricordarle lei stessa da ragazza. È questa una posizione che segna la differenza con chi invece gli studenti sembra proprio non amarli.




