Mi si rivolta lo stomaco di fronte al ricatto messo in piedi dalla Commissione europea in relazione all’invito fatto dal direttore della biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco alla Russia. Fatto che si profilerebbe come evento assolutamente contrario alle contingenze della politica Europea in questo momento e temiamo purtroppo anche per il futuro.
Il ricatto sopra menzionato, potrebbe concretizzarsi con il blocco dei finanziamenti da parte della UE allo stesso ente della Biennale.
Queste posizioni sono ormai inaccettabili e meritano di essere denunciate senza tentennamenti.
Il continuo tentativo di assoggettare l’immaginario collettivo degli europei ad una idea di democrazia utile a portare solo acqua al mulino dei potentati economici alieni provoca in molti di noi un rigetto incontenibile.
No, questa presa di posizione della Ue non è un pesce d’aprile anticipato, è la realtà.
Abbiamo non due piatti della bilancia ma due bilance : da una parte quella che pesa i misfatti della Russia e dall’altra quella che chiude entrambi gli occhi sui crimini intollerabili di paesi come USA e Israele.
Ci hanno preso veramente per fessi, e se non reagiamo.. fessi lo saremo a tutti gli effetti.
Purtroppo la protesta dei 22 paesi UE contro l’invito alla Russia è stata accolta (come era prevedibile) con approvazione dal ministro della cultura Giuli che potrebbe verosimilmente procedere alla rimozione dalla carica di Buttafuoco.
Ma sganciamoci un momento dalla cronaca e facciamo un po’ i conti con la logica ed il buon senso ponendoci una semplice domanda: l’Arte e le altre espressioni della cultura hanno sempre e ineluttabilmente a che fare con la politica dei paesi di origine? Hanno colpa e possono essere indicate come complici dei presunti misfatti di chi governa i paesi in cui esse si manifestano?
E ancora, è lecito mortificare il talento in base alla nazionalità?
Se fosse così, guardando agli eventi degli ultimi anni, persone come il sottoscritto non guarderebbero più film americani, non leggerebbero più autori made in USA e non amerebbero più cineasti come Clint Eastwood (sostenitore seppur critico dei repubblicani e della lobby delle armi), autore però di capolavori assoluti come “Mystic River” e “Million dollar baby”.
Il talento non ha nazionalità, ed è raro, molto raro, per cui va sempre preservato e messo a disposizione della fruizione universale.
Esso ha un’aura trasversale.
Ho letto pessimi libri scritti da chi osanna il progressismo e meravigliosi romanzi concepiti da autori conservatori se non addirittura fascisti o ex fascisti.
Basta, basta, basta! Basta con questi schematismi che rinchiudono la vita della Cultura, la quale è per definizione un risultato del movimento del pensiero in un asfissiante immobilismo pre mortem.
Tornando al motivo che ha dato vita a questo articolo, asserisco che è nostro compito impegnarci perennemente nello smascheramento della propaganda occidentale ma anche di quella che proviene da altre aree geografiche. Esse sono il veleno che intossicano la nostra vita e hanno l’unico scopo di manipolare l’opinione pubblica.
Come se fosse una verità rivelata dall’oracolo, ho letto da qualche parte che la Russia usa la cultura per orientare i popoli europei verso un’accettazione delle proprie istanze politiche.
Bene, questo è un fatto incontrovertibile ma che riguarda tutti i regimi, sia autocratici che ” diversamente democratici”.
Su questo tema, possiamo affermare con certezza che l’Occidente non si sottrae a tale modo di fare, anzi esso è in realtà il laboratorio più avanzato di quel che possiamo definire condizionamento di massa. Ricordiamo a questo riguardo i fatti acclarati della biennale del 1964 in cui il primo premio dato a Robert Rauschenberg fu deciso e promosso dai finanziamenti della CIA.
Sta a noi comunque decidere cosa ci accresce e cosa possiamo mondare.
Essere consapevoli ci inchioda ad una fatica continua che comporta il compito di ascoltare sempre tutte le campane. Dobbiamo fare cioè quello che più d’ogni altra cosa terrorizza i padroni del vapore occidentali.
Siamo veramente in un momento cruciale. Queste parole che ho appena fissato sulla carta sono le riflessioni scaturite dagli eventi di questi ultimi tempi, che mettono a dura prova persino il pensiero di uno dei più lucidi intellettuali della destra contemporanea come Marcello Veneziani.
Cerchiamo di essere lo scoglio contro il quale cozzerà l’onda lunga della politica ipocrita di questa era.




