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      • Don Corleone Trump

      Don Corleone Trump

      Avevo visitato il Taj Mahal Casino di Donald Trump ad Atlantic City il giorno prima della sua chiusura, nell’ottobre del 2016. Il casinò aveva due enormi cancelli bianchi fiancheggiati da elefanti bianchi in pietra artificiale da due tonnellate. L’ingresso era sormontato da una serie di 70 minareti in fibra di vetro turchese e verde acqua e da una dozzina di cupole con punte dorate. Un’insegna al neon con scritte rosse e dorate recitava: “Trump Taj Mahal Casino and Resort”. Una fontana illuminata di fronte alle porte a vetri del casinò era decorata con due file di sei urne bianche e dorate.

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      Il Trump Taj Mahal, l’edificio più alto del New Jersey e anche il casinò più grande del mondo, era costato 1,2 miliardi di dollari. Le sontuose suite, al momento dell’inaugurazione, prendevano il nome da personaggi storici: Alessandro Magno, Michelangelo, Napoleone e Cleopatra. Il costo di una suite si aggirava intorno ai 10.000 dollari al giorno. Trump, il cui nome e la cui immagine erano onnipresenti nel casinò, aveva usato la sua consueta prosopopea per definirlo “l’ottava meraviglia del mondo”. Gli operatori del casinò dovevano rispondere alle chiamate in arrivo con le parole: “Grazie per aver chiamato il Trump Taj Mahal, dove le meraviglie non finiscono mai”. Le cameriere indossavano abiti da “ragazze dell’harem”.

      Il casinò è andato in bancarotta per ben cinque volte.

      Trump sta facendo al Paese quello che ha fatto al Taj Mahal. La sua amministrazione sta operando ben oltre le proprie possibilità, con un bilancio di 7.400 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026, a fronte di entrate previste di soli 5.600 miliardi di dollari. L’idiozia di Trump ha trascinato gli Stati Uniti in una guerra infinita e persa in partenza con l’Iran, una guerra che potrebbe mandare in rovina l’economia globale. Si appresta a tagliare la copertura sanitaria a 15 milioni di persone, insieme agli aiuti alimentari e ad altri programmi di assistenza di base. Ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici. Ha chiuso l’USAID, l’Istituto statunitense per la pace e il Kennedy Center. Ha smantellato Voice of America e promette di chiudere il Dipartimento dell’Istruzione. Si è ritirato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Accordo di Parigi sul clima (due volte). Ha continuato la sospensione dei finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), iniziata sotto l’amministrazione Biden. Ha cancellato migliaia di progetti di sviluppo internazionale finanziati dagli Stati Uniti. Ha eliminato database governativi e pagine web relative al clima. Ha tagliato drasticamente i fondi destinati alle iniziative per le energie rinnovabili, abrogando al contempo le normative federali in materia di emissioni di carbonio e inquinamento.

      Le sue politiche di terra bruciata, che stanno facendo saltare in aria le fondamenta della repubblica, sono accompagnate da una cultura di corruzione e inganno senza precedenti nella storia americana.

      Trump, i cui funzionari sono accusati di insider trading e la cui famiglia ha guadagnato più di 1,4 miliardi di dollari da attività legate alle criptovalute da quando si è insediato, trae uno spudorato profitto dalla fusione tra mercati di previsione non regolamentati basati sulle criptovalute e politica, un fenomeno inaugurato da app per il gioco d’azzardo come Polymarket.

      La società di venture capital di Donald Trump Jr., 1789 Capital, è un importante investitore in Polymarket, dove Trump siede nel consiglio consultivo. Il suo patrimonio netto è stimato in 400 milioni di dollari. Ricopre inoltre il ruolo di consulente strategico presso Kalshi, società che gli ha conferito una partecipazione azionaria del valore di circa 300.000 dollari, ora stimata in milioni di dollari. Kalshi ha recentemente annunciato che permetterà agli utenti di scommettere sull’approvazione o meno da parte della FDA (Food and Drug Administration) di singoli farmaci come “sicuri ed efficaci”.

      Truth Social, l’azienda di Trump, sta sviluppando un mercato di previsioni chiamato Truth Predict. La sua amministrazione ha intentato causa contro Connecticut, Arizona e Illinois nel tentativo di impedire a questi stati di regolamentare i mercati di previsioni. Truth Social ha anche lanciato un servizio da 100.000 dollari al mese che offre un accesso più rapido ai post di Trump volti a manipolare il mercato, una forma appena mascherata di insider trading.

      La Casa Bianca, replicando le estorsioni in stile mafioso dei casinò di Atlantic City, esige ingenti somme di denaro da aziende e miliardari in cambio di favori politici e deregolamentazione. Il Wall Street Journal scrive che Trump ha accumulato un fondo nero di 800 milioni di dollari per progetti personali, tra cui la sua sala da ballo, la biblioteca presidenziale, i super PAC [Super Political Action Committee, comitati di azione politica indipendenti che negli Stati Uniti possono raccogliere e spendere somme illimitate di denaro da individui, aziende, sindacati e altre organizzazioni per influenzare le elezioni, N.D.T.] e i comitati per le questioni politiche.

      La principale responsabile della raccolta fondi di Trump, Meredith O’Rourke, soprannominata “la principessa delle tenebre”, riscuote i pagamenti con la schietta affermazione “Il capo vuole questi soldi”.

      La richiesta, non negoziabile, è presa pari pari dal manuale di Nicodemo “Little Nicky” Scarfo, il capo della famiglia criminale Bruno-Scarfo, il cui racket di estorsione ha fruttato milioni di dollari a imprese edili, aziende, bar, ristoranti, sindacati (i cui fondi sanitari e previdenziali sono stati saccheggiati) e casinò di Atlantic City. E, proprio come per la mafia, una volta non è mai abbastanza per il sindacato criminale di Trump.

      Torna sempre a chiederne ancora.

      Trump, che come la maggior parte dei mafiosi è accompagnato da una pupa molto più giovane (l’ultima è la sua assistente esecutiva Natalie Harp) ha una lunga storia di ritorsioni degne di un mafioso. Ha emesso decreti che prendevano di mira gli studi legali che in precedenza lo avevano indagato. Gli studi hanno perso le autorizzazioni di sicurezza e l’accesso ai tribunali federali. Nel tentativo di placare Trump, hanno ceduto docilmente alle sue richieste.

      Quando ero arrivato al casinò di Trump, il terminal per gli autobus turistici, con i suoi 22 posti, era vuoto. La maggior parte dei 12 ristoranti del casinò erano chiusi. Anche l’arena del casinò, con una capienza di 5.500 persone, aveva chiuso i battenti.

      Il Taj Mahal di Trump, come la nostra repubblica, stava per morire.

      “Quando ero entrato nel Taj Mahal, scintillanti lampadari di cristallo austriaco, del valore di 14 milioni di dollari ciascuno [*], pendevano sopra l’interno illuminato da una luce soffusa”, avevo scritto in America: The Farewell Tour. “A molti mancavano i pendenti di cristallo. Le pareti erano ricoperte di specchi. Guardavo fuori e vedevo file di tavoli da gioco, tavoli da blackjack, roulette e tremila slot machine che scintillavano di luci colorate. Le slot machine emettevano bip, ronzii e squilli di varie tonalità. Si estendevano su un’area grande quanto tre campi da calcio. La sala da gioco era quasi vuota. I croupier stavano in piedi davanti a tavoli vuoti ricoperti di feltro. La maggior parte dei giocatori accasciati su poltrone imbottite davanti alle slot machine erano anziani e dall’aspetto emaciato. Tiravano meccanicamente leve o premevano pulsanti quadrati. Fissavano con sguardo perso i tamburi rotanti davanti a loro. Una sola slot machine genera tra i 200 e i 300 dollari al giorno per il casinò. Ai giocatori più assidui vengono offerti drink di cortesia. Le addette alle pulizie a volte entrano nelle stanze e scoprono i cadaveri di anziani che avevano trascorso ore a bere più alcol di quanto i loro corpi potessero assorbire. Non è raro che i giocatori alle slot si bagnino o se la facciano addosso.”

      “Le diciassette postazioni computerizzate per il check-in vicino all’ingresso erano vuote”, avevo scritto. “Un unico addetto se ne stava in piedi dietro il lungo bancone, di fronte ad una vuota postazione d’attesa delimitate da corde. I bagni, rivestiti in marmo di Carrara, erano coperti da teli di plastica e recavano cartelli con la scritta ‘Fuori servizio’. Avevo camminato lungo i lunghi corridoi deserti e scarsamente illuminati dei piani superiori, su una moquette sporca e consumata. Applique semicircolari beige, alcune con lampadine bruciate, erano disposte a intervalli di pochi metri su entrambi i lati del corridoio. Le applique erano sporche e screpolate. Il soffitto presentava macchie marroni di umidità. L’aria odorava di muffa. Tre quarti delle 1.250 camere erano inagibili. Il casinò sembrava una nave fantasma.”

      Il gioco d’azzardo, come la finta università di Trump e la sua criptovaluta $TRUMP, si basa sulla vendita di fantasie di evasione. Si tratta di sfruttare la disperazione delle persone. I rulli delle slot machine, ad esempio, sono un’illusione. Non perdono naturalmente lo slancio. Sono programmati per apparire tali. I chip del computer determinano l’esito nel momento stesso in cui si preme il pulsante o si tira la leva. La mappatura virtuale dei rulli garantisce che il simbolo del jackpot appaia sopra o sotto la linea di pagamento. Il giocatore ha l’impressione di essere sul punto di vincere, e questo lo spinge a scommettere ancora.

      Fin dai suoi esordi come immobiliarista, Trump è sempre stato invischiato con la mafia, incluso il suo spietato avvocato Roy Cohn. Cohn rappresentava Anthony “Fat Tony” Salerno, il boss della famiglia criminale Genovese, e Carmine Galante della famiglia Bananno. Trump ha imparato da Cohn e da altri l’arte dell’estorsione, del ricatto, delle minacce e della corruzione. Nel corso della sua carriera, si è sempre circondato di mafiosi, truffatori e adulatori.

      Joseph Weichselbaum, un criminale con tre condanne alle spalle e incarcerato per traffico di marijuana e cocaina, gestiva la flotta di elicotteri di Trump. Gli elicotteri trasportavano clienti facoltosi da e verso i casinò di Trump. Questi clienti potevano ottenere qualsiasi cosa desiderassero, dal sesso con escort alla cocaina. Il facile accesso di Weichselbaum alla droga era probabilmente un vantaggio. Mentre Weichselbaum era in attesa di sentenza Trump aveva scritto al giudice descrivendolo come “un vanto per la comunità”. Il trafficante era stato condannato a tre anni, ma aveva scontato solo 18 mesi. I corrieri che consegnavano fisicamente la droga per Weichselbaum avevano avuto pene fino a 20 anni. Una volta uscito di prigione, Weichselbaum si era trasferito nella Trump Tower con la sua ragazza.

      Il casinò di Trump era stato aperto nel 1990 con un concerto di Michael Jackson. Era stata un’impresa colossale, finanziata con 820 milioni di dollari di debito insostenibile, compresa l’emissione di 675 milioni di dollari in obbligazioni spazzatura a un tasso d’interesse del 14%.

      Marvin B. Roffman, analista di casinò presso la società di investimenti Janney Montgomery Scott di Filadelfia, ha dichiarato al Wall Street Journal che il Taj Mahal dovrebbe guadagnare 1,3 milioni di dollari al giorno per far fronte al pagamento degli interessi. Nessun casinò ha mai incassato una cifra simile.

      “Il Taj Mahal era condannato fin dall’inizio“, avevo scritto. “Trump si era quasi subito trovato nella necessità di dover pagare interessi per 95 milioni di dollari all’anno. Per un po’ era riuscito ad ottenere nuovi prestiti, poi era fallito. Era stato un breve e vertiginoso momento di folle eccesso. Ma era stata una mossa vantaggiosa per il suo marchio di grande richiamo, anche se aveva dimostrato una terribile mancanza di senso degli affari. Trump aveva contratto prestiti a tassi di interesse elevati e aveva mentito sulle aliquote alle autorità di vigilanza. Trump aveva scaricato le perdite sugli azionisti e sugli obbligazionisti, che erano stati spennati per oltre 1,5 miliardi di dollari. Numerosi appaltatori e fornitori locali, mai pagati da Trump, erano finiti in bancarotta.”

      Trump aveva fatto il colpo grosso. Aveva investito pochissimo del suo patrimonio personale. Aveva scaricato i suoi debiti personali sul casinò e aveva incassato milioni di dollari in stipendi, bonus e altri pagamenti. I dipendenti del suo casinò avevano perso collettivamente milioni di dollari di risparmi previdenziali, oltre al lavoro. I debiti della sua attività erano stati scaricati sui suoi investitori.

      Trump possedeva tre casinò ad Atlantic City e uno a Gary, nell’Indiana. I casinò Trump Plaza e Trump Taj Mahal sono stati chiusi. Il Trump Marina, il suo terzo casinò, è stato venduto al miliardario texano Tilman Fertitta. Fertitta, attualmente ambasciatore di Trump in Italia, lo ha ribattezzato The Golden Nugget. Il casinò di Trump in Indiana, un’imbarcazione di 104 metri chiamata Trump Princess, aveva dichiarato bancarotta nel 2004.

      Tutto è fallito a causa dell’insaziabile avidità e della cattiva gestione di Trump.

      Trump sta facendo alla nazione quello che ha fatto al Taj Mahal. Sta sfruttando ed estorcendo denaro alle organizzazioni che supervisiona per profitto personale, mentre il resto di noi è abbandonato tra le rovine.

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