Referendum: non ditemi che la maggioranza dei votanti ha detto NO alla riforma della giustizia.
Nello scontro immaginario fra finti comunisti e finti fascisti, gli uni essenziali all’esistenza degli altri, per andare in tv e sui giornali in veste nuova, radical chic o radical right che sia, la massa spettatrice ha detto NO ALLA MELONI.
Ha detto NO al Draghi bis travestito, ai selfie infiniti, l’unica politica che riesce al tappo biondo di nome Giorgia (Io sono Giorgia, cit), emanazione italiota del ciuffo biondo yankee che sta incendiando il mondo, mentre noi ci balocchiamo sul Titanic prima del botto.

Come lo vedreste un prossimo lockdown energetico, con in tasca la Costituzione “più bella del mondo”, magari resisteremo allo shock grazie ad una magistratura illuminata, la cui indipendenza si misura a correnti, ma non alternate.

Giorgia esiste perché c’è Elly, Elly esiste finché c’è Giorgia.
E siamo sempre a baloccarsi tra rossi contro neri e via andare, mentre i veri padroni del vapore, multinazionali ma apolidi, ci hanno portato via quasi tutto, come nazione, come società, come dignità.
Il NO ha vinto perché c’è Giorgia, così come la sinistra ha quasi sempre perso le elezioni, ma ha governato di continuo: il cavallo di troia della tecnocrazia finanziaria ci ha ridotto in mutande, che la Meloni ci sta sfilando via.
È per questo che Giorgia ha perso: ha infinocchiato tutti. Politica interna, politica estera, politica migratoria, privatizzazioni. Come Draghi, meglio di Draghi.
Ce lo avreste visto Super Mario in gonnella a farsi i selfie al mercato, mentre di notte manda armi americane agli ucraini coi nostri soldi?
E cosa pretendevi, GIORGIA? Hai tradito e stai perdendo. Mica come la sinistra che tradisce da una vita e ha sempre vinto grazie alle tecnocrazie senza volto, mai votate.
Non tutta: eppure certa magistratura è stata – e forse lo è ancora – l’arma letale per affossare questo paese, un tempo dignitosa colonia, oggi disperata.
E’ proprio questa disperazione, Giorgia: chi vive di lavoro, di piccola e media impresa, di pensione, di precarietà, di disoccupazione, lo sa. Quale Giustizia per tutti noi?
Non certo la separazione delle carriere, l’Alta Corte disciplinare, che la grande massa ignora, anche dopo il voto.
Non certo le invettive degli intellettualoidi e dei tecnocrati da salotto che si compiacciono fra loro: i veri eletti, mentre il Paese reale va alla deriva fiaccato da decenni di declino, verso la guerra.
Oltre il 56% degli italiani è andato alle urne. Un NO al 53% dice tanto, ma non tutto: se Giorgia è alla frutta, chi ci imporrà a forza l’amaro della mega crisi in arrivo?




