La vicenda della famiglia del bosco è piena di anomalie che riguardano le decisioni della magistratura e i fatti accaduti attorno al caso. Molte di queste sono state analizzate in un articolo precedente. Sembra però opportuno considerare di nuovo quanto è fonte di perplessità e oggetto di riflessioni.
PERMESSO DI SOGGIORNO
I coniugi Trevallion sono stranieri, uno inglese e l’altra australiana. Per risiedere in Italia devono avere un permesso di soggiorno. Dato che non hanno un lavoro, il permesso deve essere del tipo “per residenza elettiva”. Tale tipo di permesso non consente di svolgere attività lavorativa, richiede la prova di risorse disponibili pari al triplo del minimo di sussistenza (circa 31 mila euro all’anno) e un’assistenza sanitaria di almeno 30 mila euro. È inoltre richiesta la disponibilità di un alloggio, acquistato o in affitto [1]. Dato che hanno figli, il permesso è stato esteso anche ai loro figli minori. Poi, poiché non appartengono alla categoria con titolarità di pensione contributiva italiana, si conclude che la famiglia Trevallion è composta da adulti e da minori stranieri.
Una categoria analoga è quella dei figli dei militari stranieri in Italia, in possesso di un visto per una missione di lunga durata (assunto che permangano per ragioni di pubblica utilità). Non so se lo stesso vale per il personale civile straniero che opera sulle basi militari straniere in Italia o per il personale civile delle ambasciate.
Si ritiene allora che il trattamento debba essere lo stesso di quello riservato a persone con lo stesso stato, ad esempio i militari USA delle basi di Aviano e Sigonella.
IL TEAM GIUDICANTE
Il testo dell’ordinanza del tribunale dei minorenni, pubblicato integralmente sulla rivista on-line “Giustizia Insieme”, è disponibile anche su [2] che riporta la composizione del collegio giudicante. Oltre al presidente c’è un giudice togato, assegnato al tribunale per minorenni dell’Aquila presumibilmente dopo il 2022, data corrispondente a una delibera del CSM (Quarta Commissione 23/2/2022) che lo riguarda come giudice di pratiche amministrative, e due giudici onorari. Uno è uno psicoterapeuta in servizio presso i servizi riabilitativi psichiatrici dell’ASL di Pescara e la seconda è una psicologa e musicoterapeuta.
Francamente, a leggere le competenze del team, viene il dubbio che la conoscenza non corrisponda a quanto indispensabile. Maurizio Blondet analizza le cose in [3] con un certo dettaglio.
OBBLIGO VACCINALE
L’ordinanza del tribunale per minorenni afferma che “gli accertamenti sanitari obbligatori non sono stati compiuti”. Ma come? Tali accertamenti, anche chiamati ASO, riguardano le persone affette da disturbi psichici e vengono attivati mediante un’ordinanza del Sindaco. Forse il lapsus freudiano si riferiva agli obblighi vaccinali previsti dalla legge Lorenzin del 31 luglio 2017, n. 119. L’applicabilità di questa legge è definita dall’art. 1, che parla di minori di età compresa tra zero e sedici anni e di tutti i minori stranieri non accompagnati. Vediamo di capire. Senza dubbio devono essere esclusi i minori stranieri in vacanza. Inoltre, la specifica menzione di minori stranieri significa che i minori di età compresa tra zero e sedici anni sono quelli di nazionalità italiana. Per gli stranieri, secondo il testo, l’obbligo vale solamente per chi non è accompagnato. Ne consegue che i minori stranieri accompagnati, come, ad esempio, i figli dei militari delle basi USA in Italia, sono esclusi. Lo stesso deve valere per i figli della coppia Trevallion. Ovvero, l’obbligo di vaccinazione per il sottoinsieme di minori stranieri accompagnati, compresi i figli dei militari USA in Italia, non si applica. Questa interpretazione, un po’ cavillosa, serve a capire se e in che misura le argomentazioni dell’ordinanza siano corrette o addirittura conformi alla legge.
VISITA PEDIATRICA
Si lamenta del fatto che i bambini non abbiano effettuato una visita pediatrica da tempo. Ma la visita è obbligatoria? Non è così chiaro. Sembra che siano parte di quelle cose chiamate pomposamente “bilanci di salute” che, secondo Doctolib, che fa i propri interessi, sono obbligatori. Invece, numerose ricerche indicano che non sono obbligatori, pur essendo importanti per la crescita dei bambini, in particolare quelli metropolitani. Ne consegue, a meno di prova contraria, che il fatto che i bambini dei coniugi Trevallion non avessero un pediatra non è illegittimo, ed è improprio e forse capzioso considerare tale circostanza come elemento squalificante del ruolo genitoriale.
LA CONVENZIONE DI NEW YORK 20 NOVEMBRE 1989
L’ordinanza per stigmatizzare la partecipazione alla trasmissione “Le Iene” cita la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo. Tale convenzione è stata ratificata dall’Italia con la Legge 27 maggio 1991, n.176 e, pur non prevedendo sanzioni per la sua violazione, è comunque una legge dello Stato da rispettare [4].
Da una lettura degli articoli della traduzione non ufficiale, che fa parte integrante della legge di ratifica, si riscontrano numerosi punti di possibile violazione. Ad esempio, l’articolo 9 dice:
1. Gli Stati parti vigilano affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non decidano, sotto riserva di revisione giudiziaria e conformemente con le leggi di procedura applicabili, che questa separazione è necessaria nell’interesse preminente del fanciullo. Una decisione in questo senso può essere necessaria in taluni casi particolari, ad esempio quando i genitori maltrattano o trascurano il fanciullo oppure se vivono separati ed una decisione debba essere presa riguardo al luogo di residenza del fanciullo.
2. In tutti i casi previsti al paragrafo 1 del presente articolo, tutte le Parti interessate devono avere la possibilità di partecipare alle deliberazioni e di far conoscere le loro opinioni.
3. Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo separato da entrambi i genitori e da uno di essi, di intrattenere regolarmente rapporti personali e contatti diretti con entrambi i suoi genitori, a meno che ciò non sia contrario all’interesse preminente del fanciullo.
Non sembra che sussistano condizioni a favore dell’interesse preminente dei fanciulli. In particolare, per la separazione, come indicato in grassetto, servono casi particolari come il maltrattamento o la trascuratezza. Poi, le parti interessate hanno partecipato alle deliberazioni? Nel caso di separazione, dov’è la regolarità dei rapporti e dei contatti diretti? Al padre è impedito di intrattenere rapporti personali e contatti diretti con i figli!
Inoltre, quanto disposto dall’art. 14
1. Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
2. Gli Stati parti rispettano il diritto ed il dovere dei genitori oppure, se del caso, dei rappresentanti legali del bambino, di guidare quest’ultimo nello esercizio del summenzionato diritto in maniera che corrisponda allo sviluppo delle sue capacità.
3. La libertà di manifestare la propria religione o convinzioni può essere soggetta unicamente alle limitazioni prescritte dalla legge, necessarie ai fini del mantenimento della sicurezza pubblica, dell’ordine pubblico, della sanità e della moralità pubbliche, oppure delle libertà e diritti fondamentali dell’uomo.
è stato presumibilmente violata dal tutor, in contrasto con la libertà dei genitori di manifestare le proprie convinzioni. Le regole alimentari o l’ora di mandare i figli a dormire violano una qualche legge che serve a mantenere l’ordine pubblico o la moralità?
L’ordinanza cita espressamente l’art. 16 che dice
1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione.
2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.
Usando un lessico comune, ma che c’azzecca questo articolo con il diritto dei minori alla riservatezza e alla tutela dell’identità personale? Invece, si deve considerare l’interferenza arbitraria nella vita privata e nella loro famiglia. Poi, quanto stabilito dall’art. 18, che dice:
Gli Stati parti faranno del loro meglio per garantire il riconoscimento del principio comune secondo il quale entrambi i genitori hanno una responsabilità comune per quanto riguarda l’educazione del fanciullo ed il provvedere al suo sviluppo. La responsabilità di allevare il fanciullo e di provvedere al suo sviluppo incombe innanzitutto ai genitori oppure, se del caso ai genitori del fanciullo oppure, se del caso ai suoi rappresentanti legali i quali devono essere guidati principalmente dall’interesse preminente del fanciullo.
fa sorgere il dubbio di violazione della norma, in particolare da parte del tutor, stante il disagio e la sofferenza crescenti mostrati dai bambini nella casa di accoglienza, anche perché, in base all’art. 20:
1. Ogni fanciullo il quale è temporaneamente o definitivamente privato del suo ambiente familiare oppure che non può essere lasciato in tale ambiente nel suo proprio interesse, ha diritto ad una protezione e ad aiuti speciali dello Stato.
ed è difficile credere che i bambini, abbandonati davanti a un televisore per ore, che mostrano evidenti segni di disagio e di autolesionismo, siano protetti e aiutati.
Per quanto sopra, si ritiene opportuno e urgente sollecitare, anche mediante segnalazioni formali, indagini volte a verificare la possibile violazione di quanto previsto dalla Legge 27 maggio 179, n.176.
LA SOFFERENZA DEI BIMBI
Non devo piangere! Sapevo che doveva accadere, ma sono sicura che mamma e papà ci salveranno! Cosa credono i grandi? Che siamo senza cervello? Sappiamo benissimo che ci sono donne cattive, come le streghe di brutte favole, che ci vogliono rapire. Anzi, siamo dentro una favola, come Pinocchio. Ma non abbiamo gettato il libro in faccia a Eugenio, e i carabinieri sono venuti lo stesso a portarci in questo orribile posto. È per questo che mamma ci ha portato in Inghilterra e io e i gemellini siamo stati lontani da papà Nath per un po’. L’ha fatto per salvarci dalla malvagità, da quelle donne cattive con occhialoni da maga e una buffa frangia di capelli dipinti che nasconde la fronte cattiva. Lo sappiamo benissimo: mamma e papà hanno fatto di tutto per tenerci lontani da questo posto così spaventoso! Non devo piangere, lo raccomanda sempre la mamma, e devo tenere tranquilli i gemellini. Loro soffrono tanto e non capiscono…
Ci hanno portato qui, in questa prigione quasi dorata, con quadri di vecchi baffuti e donne con antichi vestiti e fiori di plastica, con camerette fredde e squallide, come quelle dell’ospedale dove siano stati per poche ore. Ma peggio, nell’ospedale, almeno c’erano disegni di bambini attaccati alle pareti con pezzetti di nastro adesivo. Qua, invece, le pareti sono di un falso colore e ci sono sbarre alle finestre. Se guardi fuori, vedi un paio di case e, in lontananza, campi coltivati comuni. Ma il rumore che senti non è il fruscio delle foglie o il cinguettio degli uccelli, ma un rombo lontano di auto che inizia fin dal mattino. Fuori c’è un po’ di spazio, ma è tutto cemento, senza un metro per far giocare i bambini, e una striscietta di erba con misere piante che, sono sicura, piangono per i tagli frequenti dei rami, per farle sembrare eleganti. Senza l’odore del muschio, senza animali, formiche, uccelli che cantano, o piccoli roditori come quelli che vivevano vicino alla nostra splendida casa. Senza funghi nascosti, senza la magia della natura. Sono solo una misera parvenza di ciò che il bosco più sbrindellato riuscirebbe a creare.
Com’era bella la nostra casa! Vera, calda, curata, frutto della fatica del mio papà! Come mi mancano il mio letto e mamma Cathy, che veniva, leggera, a vedere se ancora dormivo. Come mi manca il porridge che preparava! Com’era dolce il profumo che proveniva dalla cucina. Come mi mancano la mia altalena e i giochi che papà costruiva per noi. E gli animali! Lee, il cavallo biancone, e Gallipoli, che si lasciava tirare la coda e cavalcare senza alcuna protesta. Ma anche Lee era bravo! Bisogna stare un po’ attenti. Se si cade da quell’altezza, ci si fa anche male! Com’era bello correre nel bosco, con la luce del sole che filtra attraverso le foglie e crea un mosaico di luci e ombre.
Sono venuti in due, o forse più, un omino buffo e una donna, quella che cambia gli occhiali, che, per sembrare più tollerante, talvolta si mette quelli con tanti lustrini. I due, ridicoli da morire, ci hanno guardato come se fossimo scimmie da zoo rinchiuse dentro una gabbia. A me hanno chiesto di scrivere della roba su un foglio. L’hanno fatto con un inglese che sembrava il raglio di Gallipoli. Io non parlo molto italiano, ma il loro inglese farebbe ridere le galline che ci fanno le uova. All’inizio ero spaventata, ma poi mi sono ripresa e ho capito che bisognava obbedire. Ma ero molto agitata e ho scritto come potevo e ho letto ancora peggio. In compenso, mi sono divertita a vedere quello buffo con gli occhialini che sbatacchiava le dita sulla tastiera di una scatola nera.
La cosa più buffa di questa prigione è quella che chiamano area di ricreazione o qualcosa di simile. È una stanza con un pavimento in plastica tenera e una gabbia dove puoi entrare a fare la scimmia, con dentro tante palline, anch’esse di plastica, che, se ti pare, puoi buttare per aria. Come un bambino possa divertirsi con quella roba, lo sa solo il deficiente che l’ha immaginata. Comunque, vederla è stata l’unica occasione per un sorriso.
È venuto papà; per poco tempo è stato con noi. I gemelli sono stati molto contenti, anche se non c’erano Lee e Gallipoli, e hanno saltato sulle sue spalle per un momento di gioia. Anch’io sono stata felice, ma ho capito che il papà, anche se lo nasconde, è molto triste. Lo ho visto dallo sguardo sfuggente e dalla stanchezza che cerca di nascondere per non rattristare anche noi. Penso che il suo cruccio sia che non riesca a liberarci da questa galera perché ci sono forze contrarie molto più grandi di lui. Ma lui combatte e ha ragione! Non possiamo essere strappati ai nostri genitori con tutte le scuse del mondo. Il nostro parere non conta un bel nulla! Il mondo là fuori è davvero cattivo.
Così, all’improvviso, è arrivata la donna cattiva, quella con gli occhiali di tartaruga. La mamma mi ha detto che, per legge, è lei a svolgere il ruolo di mamma. Ma che dici, mamma? La mia mamma sei tu! Nessun’altra! Al massimo, la legge può inventarsi una matrigna, come quella di Biancaneve, quella che aveva uno specchio magico che diceva la verità. E ogni giorno chiedeva: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più potente del reame?” E lo specchio, ogni volta, le rispondeva: “La più potente sei tu, o mia regina, di giorno e dalla sera alla mattina”. Poi, un bel giorno, arrivò un cacciatore col fucile a tracolla… Mmh, forse faccio un po’ di confusione… Comunque, questa legge che cambia le mamme è proprio cretina.
La notte è il periodo peggiore. Di giorno è dura passare ore davanti a uno stupido televisore che mostra storie altrettanto stupide. È veramente estenuante, ma la notte, quando è buio e rivedo i momenti felici nella casa del bosco, è il momento peggiore. Non riesco a resistere e piango in silenzio, cercando di non bagnare il cuscino né far sentire i singhiozzi. Perché questo mondo è così cattivo? Perché ci sono donne che odiano i bambini e li vogliono stappare ai genitori? Perché ci sono regole che consentono il mio strazio e quello di Cathy e di Nath? Perché rovinare la vita di una famiglia? Non capisco e piango, piango, a dirotto!
IL PARCO EOLICO
Nel precedente articolo sulla vicenda della famiglia del bosco si ipotizza l’esistenza di un qualche legame tra quanto accade e la proposta di un parco eolico in Abruzzo. La cosa, come detto, è improbabile, ma le procedure e le metodologie seguite sono comunque singolari. Ad esempio, la pratica di presentare una proposta al Ministero per la Transizione Ecologica tramite una S.r.l. che è in pratica una scatola vuota non è una singolarità della proposta per il Parco d’Abruzzo. Anche per altri parchi eolici si verifica la stessa cosa. Ad esempio, Q-Energy Renewables 2 S.r.l., fondata nel luglio 2022, che, secondo Fatture Italia ha avuto nel 2024 un utile negativo di 80.965 euro, ha presentato nel 2024 istanza per un impianto eolico da 36 MW a Cerignola, un secondo impianto a Canosa con 14 aerogeneratori di potenza unitaria pari a 5,2 MW posti a una distanza non inferiore a 390 m; prima ancora, nel 2023, aveva proposto un altro impianto, nelle vicinanze di Montenero della Bisaccia, per un totale di 72 MW (10 aerogeneratori da 7,2 MW). La S.r.l. è di proprietà di un’altra S.r.l. (codice ATECO 64.20.00 – che identifica le “Attività delle società di partecipazione (holding)”), a sua volta, proprietà di una multinazionale. Ma cosa combinano in questo Ministero per la Transizione Ecologica?
Un’altra cosa curiosa riguarda il cosiddetto repowering degli impianti eolici. Consiste nella sostituzione delle vecchie turbine con nuove, quasi sempre di potenza superiore, in genere doppia, con le torri posizionate alla stessa distanza. Così si rendono felici gli ecologisti di Legambiente (sic!) e si moltiplicano esponenzialmente le conseguenze negative sulla salute dei poveretti che vivono nelle vicinanze.
La misera distanza di 390 m tra torri e abitazioni, che, a quanto pare, il ministero non contesta, è davvero poca per giustificare l’ipotesi di intersezione tra la proposta di parco eolico e il caso della casa del bosco. La potenza installata nel caso d’Abruzzo è superiore e si può pensare a una distanza un po’ meno indecente, diciamo, 500 m. Ma è sempre pochina, a meno che la casa del bosco non sia proprio nelle immediate vicinanze di una delle gigantesche torri previste (da 119 a 169 metri).
Trovare dove sia la casa del bosco non è un’opera facile, ma aiuta a capire la dichiarazione del sindaco di Palmoli, che parla espressamente di una distanza di tre chilometri tra la casa del bosco e la periferia del paese. Se si esce dal sud del paese, in viale Europa si arriva alla strada Contrada Pezzogrosso e dopo un, paio di chilometri ci sono alcune curve che circondano la Contrada Mondola. Seguendo la strada, dopo circa 900 metri si trova la casa del Bosco.
È stato difficile per me trovare la casa, perché l’immaginavo immersa nel verde e isolata dal resto del mondo. Per questo ho perso molto tempo a scrutare la foto satellitare nelle zone completamente ricoperte di verde. Invece, la casa dei coniugi Trevallion è vicina a un gruppo di alberi di soli 127 m per 63 m (e non da un bosco) ed è a pochi metri da una strada che Google Street View ha considerato degna di riprese video. Non è così isolata dato che dista 889 metri dalle cinque case e due capannoni della contrada Mondola. Poi, seguendo la strada, a soli 74 metri c’è un’altra abitazione e a circa 700 metri si trovano l’oleificio Serafini e un’altra abitazione. La localizzazione della casa, assieme alle foto dei bimbi che mangiano un gelato (pur con paletta di plastica) e giocano con altri bambini, smentisce la diceria della vita isolata, lontana dal mondo.
La località della casa è distante dalle installazioni previste del parco eolico. Pertanto, l’ipotesi di un legame tra la vicenda dei bambini e il parco eolico si rivela infondata. In compenso, lo studio condotto ha consentito di individuare pratiche un po’ curiose nelle proposte al Ministero della Transizione Ecologica. Inoltre, ha evidenziato la necessità di normative sulla distanza tra torri e abitazioni, tali da garantire un adeguato benessere ai cittadini.
IL RIGETTO DELLA CORTE D’APPELLO
Vale la pena considerare nuovamente il rigetto della corte d’appello che, a sentire il gazzettiere ufficiale dei tribunali dell’Aquila [5], ha ribadito, evidentemente senza verifica, ma con dovizia, le inesattezze dell’ordinanza del tribunale dei minorenni. In particolare, ha spiegato che la barriera linguistica che non fa comprendere il linguaggio burocratese degli atti dei tribunali è “priva di pregio”, poiché è dimostrata “dall’esatta comprensione” delle domande formulate dai giornalisti. Come se la domanda di un giornalista avesse la stessa valenza di un atto legale. Poi hanno avvalorato la storia di una bronchite acuta con broncospasmo, “non segnalata e non curata”. Non segnalata perché? Secondo gli esperti, la segnalazione è necessaria se il respiro è molto affannoso, se si ha tosse con sangue e febbre alta. C’erano questi sintomi? Pare di no! E, a quanto pare, si fa di tutto per verificare che, dopo pochi giorni, la bambina sta bene. Poi, quando è iniziata questa bronchite? Poco prima del “rapimento” o a causa dello stress conseguente. E se si fosse in presenza di asma latente, al di sotto della soglia clinica, attivata dal forte evento emotivo che ha suscitato paura e ansia?
Si parla poi di questa benedetta socializzazione affermando che lettere di supporto e fotografie non sono ritenute sufficienti a smentire il parere del tribunale. Cosa serve allora? La benedizione del CISMAI, menzionato da Blondet, o un’assidua presenza a Giocolandia di Vasto? Se afferma anche che “l’assidua frequentazione e il costante confronto con i pari” son essenziali per lo sviluppo della personalità. Ma chi l’ha mai detto? Basta leggere articoli, anche divulgativi, tipo [6], per capire quanto scritto è una baggianata. Anzi, la decisione di stapparli dal loro ambiente così stimolante e piazzarli di fronte a un televisore è causa probabile di problemi per lo sviluppo.
Per quanto riguarda l’istruzione, il certificato della Novalis Open School è ritenuto inconciliabile con quanto osservato … da chi? È un esperto che ha effettuato la verifica nelle condizioni adeguate, o un’ispida inesperta di bambini che è invece esperta di codici e questioni fallimentari? C’è un documento professionale che attesti il livello di istruzione e il confronto con quanto accettabile per la seconda elementare? Come noto, i bambini di otto anni non vengono quasi mai bocciati, anche se sanno leggere o scrivere in modo approssimato. Se questo accade, la bocciatura è spesso annullata dal TAR.
Una cosa divertente è l’affermazione secondo cui l’immobile risultava privo di “servizi igienici interni“. Questi giudici, forse, non conoscono le regole stabilite dal DM 5 luglio 1975 [7], che all’art. 7 impone le caratteristiche della stanza da bagno.
Come appare, non c’è alcuna indicazione sulla dislocazione del cesso, l’art. 1 parla solo di un’altezza non inferiore a 2,4 m. Invece, impone la presenza di impianti igienici, tra cui il bidet. È divertente scoprire che un impianto, oggetto di lazzi e frizzi da parte dei comici, sia elevato al rango di obbligo di legge da parte di questo decreto. Comunque, i magistrati non dovevano contestare il servizio igienico esterno, ma forse la mancanza del bidet!
LE 23 PAGINE
Un aspetto singolare dell’ordinanza di rigetto è la sua lunghezza: 23 pagine. Se si effettua una ricerca delle delibere della nominata presidente al collegio, il cui interessante curriculum fa bella mostra su Wikipedia, si trovano sentenze relative a contenziosi bancari o a questioni di cittadinanza (nessuna, tra quelle trovate, riguarda minori), e la lunghezza delle sentenze non supera mai la dozzina di pagine.
Il rigetto riguarda il ricorso urgente presentato dai difensori il 1° dicembre. Si suppone che il caso sia stato affidato il 2 o il 3 dicembre dal Presidente vicario o da un Presidente di sezione a tre togati, tutti del settore civile, e a due giudici onorari (grazie al gazzettiere, che ha gentilmente fornito la composizione del collegio in un suo post su X [8]!). Il sito della Corte d’Appello indica una sezione specializzata per minorenni, ma, a quanto riportato, non esiste una sezione per minori: ci sono solo giudici onorari con competenze (?) minorili. I tre togati hanno esaminato le carte e hanno deciso per un’udienza documentale, tenutasi interamente da remoto nel pomeriggio del 15 dicembre, con il trasferimento di documenti difensivi. Il 19 dicembre, nel primissimo pomeriggio, i giornali informano che il ricorso è stato respinto, pubblicando una certa dovizia di particolari. Questo significa che il documento è stato depositato nella prima mattinata e, pertanto, è stato chiuso il 18 dicembre. Quindi, in tre giorni o meno, si sono esaminati i documenti presentati dalla difesa, si è sentito il parere degli “esperti”, si è discusso delle manchevolezze riscontrate, si è redatta una bozza della delibera confrontando le carte vecchie e nuove, si è corretta la bozza, la si è discussa collegialmente e approvata, e poi la si è trasferita su carta ufficiale, per un totale di 23 pagine. Credibile? Per avere un’idea, Agatha Christie ha scritto “Endless Night”, un libro di 256 pagine (versione paperback), in sei settimane, ed è uno dei libri che ha scritto più velocemente. Quindi, la prolifica Agatha, supposto che si sia riposata la domenica, ha scritto in media 7,84 pagine al giorno. È pur vero che il numero di battute per pagina è differente, ma scrivere 23 pagine … Un qualche dubbio permane!
Si possono allora fare diverse ipotesi: i magistrati sono dotati di rara capacità e velocità nello scrivere e nel valutare una corposa documentazione (probabile); oppure avevano già scritto l’ordinanza e se n’erano infischiati della nuova documentazione presentata dalla difesa (improbabile); oppure avevano già deciso e, dopo l’udienza documentale, hanno fatto un copia-incolla di cose preesistenti o fornite da sorgenti “esterne” per giustificare il rigetto (improbabile).
IL COSTO PER IL CONTRIBUENTE
Un aspetto da non trascurare è il costo che il contribuente sostiene per questa singolare vicenda. Per il suo calcolo vengono utilizzati parametri che tengono conto dello stipendio annuo lordo, dei costi del personale dirigente e di supporto e del costo della struttura (comune, caserma, tribunale). In modo approssimato, i costi accessori vengono tenuti in conto, moltiplicando lo stipendio annuo lordo (che non comprende parte dei costi previdenziali e assistenziali) per un fattore di 1,8 per il personale civile e militare e di 2,2 per i magistrati. Il risultato viene poi diviso per i giorni lavorativi che sono 252 per i lavoratori ordinari e 220 per i magistrati. Il costo che risulta ad oggi è indicato nella seguente tabella:
| Qualifica | Costo giornaliero | Giorni | Costo ad oggi |
| Impiegato comunale | 185 | 20 | 3700 |
| Assistente sociale | 192 | 80 | 15360 |
| Tutor | 50 | 57 | 2850 |
| Carabiniere | 178 | 120 | 21360 |
| Magistrato Tribunale | 519 | 72 | 37368 |
| Magistrato Appello | 780 | 36 | 28080 |
| Totale | 108718 |
Come si vede, è quasi 110 mila euro e continua a salire.
Se si fosse seguita una “soluzione alla buona” che prevedeva la costruzione addossata alla casa di un bagno completo con tutti i servizi, bidet incluso, e una pompetta che sollevava l’acqua dal pozzo per produrre acqua corrente (costo stimato 12 mila euro), e se si fosse ingaggiata una maestra di sostegno per andare alla casa cinque ore alla settimana al costo di 30 euro all’ora per cinque anni, il contribuente avrebbe pagato 36.750 euro con un risparmio a oggi di 71.968 euro.
Purtroppo, Rai e Mediaset avrebbero subito un danno significativo, dato che il costo di interviste e dibattiti sulla casa del bosco rappresenta una consistente frazione del costo di qualsiasi spettacolo d’intrattenimento.
Come vantaggio aggiuntivo, la magistratura e i suoi vertici (tra cui il presidente del CSM) avrebbero beneficiato di un incremento ridotto della repulsione nei confronti dell’istituzione da parte di una discreta fetta della popolazione.




