logo-andreazzo-normallogo-andreazzo-normallogo-andreazzo-mobile-normallogo-andreazzo-mobile-normal
    • Homepage
    • Chi sono
    • Il mio blog
    • Le mie foto
    • Sms
    • Links
    • Musica
    • Contattami
    • Appuntamenti
    • In The Music Experience
    • Video
    • Meteo
    • Spazio pubblicitario
    • Viaggi
    • Cinema
    • Libri
    • Vini
    • Birra
    • Economia
    • Newsletter
    • Shop
    • Hi-Tech
    • Podcast
    • Volley
    • Spagna
    • Lifestyle
    • Sport
    • Motori
    • Spettacolo
    • Donne
    • Webmail
    • Concerti
      • Home
      • Il mio blog
      • Usa e Israele attaccano l’Iran: “Guerra preventiva”

      Usa e Israele attaccano l’Iran: “Guerra preventiva”

      Le forze armate degli Stati Uniti e di Israele hanno lanciato una massiccia operazione di “guerra preventiva” contro l’Iran colpendo diverse zone strategiche proprio nel centro di Teheran; secondo le agenzie di stampa statali Fars e IRNA, sono stati segnalati attacchi anche nelle città di Isfahan, Qom, Lorestan, Karaj, Kermanshah e Tabriz. Un attacco congiunto di grande portata, iniziato stamani.

      Secondo quanto riporta la CNN, “gli Stati Uniti stanno pianificando diversi giorni di attacchi”. “L’esercito degli Stati Uniti sta intraprendendo un’operazione massiccia e in corso per impedire a questa dittatura radicale e malvagia di minacciare l’America e i nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale”, ha affermato Donald Trump in un videomessaggio. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica”. Ha affermato che l’Iran stava lavorando per ricostruire il proprio programma nucleare dopo i bombardamenti statunitensi di giugno 2025 sulle sue strutture nucleari.

      L’obiettivo è il cambio di regime, Trump si rivolge agli iraniani mentre li bombarda: “Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà vostro. Probabilmente sarà la vostra unica occasione per generazioni”, “per molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, ma non l’avete mai ottenuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come reagirete”, ha detto. “L’America vi sostiene con una forza schiacciante e devastante. Ora è il momento di prendere il controllo del vostro destino e di liberare il futuro prospero e glorioso che è a portata di mano”, ha continuato. “Questo è il momento di agire”, ha concluso il presidente. “Non lasciatevelo sfuggire”.

      Israel Katz, ministro della difesa di Israele ha comunicato che “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato” e che ” nell’immediato si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile”.

      L’Operazione di guerra si chiama “Roaring Lion”, “Leone ruggente”.

      L’imperialismo è così, spietato e messianico, ce lo ricorda la giornalista della Cnn Tal Shalev che sul sito del broadcasting americano scrive:

      “Il momento dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran ha un significato simbolico nel giudaismo. In vista della prossima festività ebraica di Purim, i fedeli leggono una parte specifica dell’Antico Testamento, nota come Zachor.Il passo del libro del Deuteronomio ordina agli antichi israeliti di ricordare l’attacco non provocato della nazione di Amalek e di sradicare il ricordo di Amalek una volta che gli israeliti si saranno stabiliti nella loro terra. Il brano viene letto pubblicamente prima di Purim per adempiere al precetto di ricordare Amalek come nemico archetipico di Israele”.

      Teheran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare è solo a scopo civile. Fino alla giornata di ieri si erano svolti negoziati indiretti in Oman tra Stati Uniti e Iran, questa è stata la risposta occidentale: non gli interessa la diplomazia ma la guerra di conquista.

      Secondo fonti di stampa Reuters, la Guida suprema dell’Iran non si troverebbe a Teheran ma trasferito in un luogo sicuro, i media statali iraniani hanno affermato che il Paese si sta preparando a una “risposta schiacciante” agli attacchi. Intanto Israele, in stato di massima allerta, conferma “missili in arrivo”, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass, Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran ha annunciato un’importante operazione di ritorsione contro Israele, mentre Netanyahu afferma che l’attacco è finalizzato a rimuovere una “minaccia esistenziale”.

      “Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro obiettivi militari e civili, violando gravemente la sovranità dell’Iran, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica”. Il ministero ha esortato tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a condannare l’aggressione contro l’Iran.

       

       

      Le quotazioni del greggio sono schizzate alle stelle in pochi minuti: il Brent del Mare del Nord ha superato agevolmente la soglia dei 115 dollari al barile, registrando un rialzo a doppia cifra, mentre il WTI americano viaggia di pari passo. Si arriverà al  blocco o al minamento dello Stretto di Hormuz, lo snodo marittimo cruciale attraverso cui transita circa un quinto del consumo globale di petrolio? Anche i prezzi del gas naturale hanno subìto un’ incredibile impennata sui mercati europei, in vista di una instabilità in tutto il Golfo Persico.

      Il Vice Presidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev, ha così commentato sul suo canale Telegram l’attacco Usa – Israele alla Repubblica Islamica:

      “Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto. Tutti i negoziati con l’Iran erano un’operazione di copertura. Nessuno aveva alcun dubbio al riguardo. Nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di specifico. La questione è chi ha più pazienza per aspettare la fine ignominiosa del proprio nemico. Gli Stati Uniti hanno solo 249 anni. L’impero persiano è stato fondato più di 2500 anni fa. Vedremo tra 100 anni…”

      Secondo RT, Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) dell’Iran, un ramo d’élite dell’esercito di Teheran, ha confermato che gli attacchi sono in corso, affermando che “in risposta all’aggressione del nemico ostile e criminale… è iniziata la prima ondata di attacchi missilistici e con droni da parte della Repubblica Islamica dell’Iran verso i territori occupati”.

      Non solo il contrattacco iraniano colpisce anche basi americane nell’area: “La base aerea di Al Udeid in Qatar, la base aerea di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti in Bahrein sono state oggetto di attacchi missilistici”, lo riporta il media iraniano PressTv.

      —-

      Ultimo aggiornamento ore 10, 36

      ____

      Perchè L’Iran?

       

      Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

       

      Lo scritto che presentiamo è la relazione svolta da Nicola Casale in un dibattito che si è tenuto a Mestre sabato 21 febbraio sull’”amletico” tema: “Iran: sollevazione popolare spontanea o tentativo occidentale di instaurare un governo amico?”.

      La semplice, chiara e tagliente relazione di Nicola scioglie ogni amletico dubbio. Non si tratta, a nostro parere, di “libero confronto di diverse opinioni” ma di schieramento di forze lungo opposte linee di tensione fisiche/materiali e ideali/spirituali. Il carattere della lotta è esistenziale, per la vita o per la morte, non solo per la Repubblica Islamica iraniana. Questa Lotta Suprema drammaticamente in atto in Iran, in Palestina, in tutta l’Asia occidentale è infatti parte di una lotta generale che coinvolge il mondo intero ed il suo tema di fondo è stato molto ben centrato in un intervento che abbiamo recentemente presentato al “pubblico” italiano: “E’ necessario comprendere che la scelta che abbiamo davanti non è tra diversi tipi di capitalismo, ma tra il capitalismo e la sopravvivenza umana. I bambini che piangono nelle prigioni di Epstein e i bambini che muoiono a Gaza gridano la stessa voce, chiedendoci di scegliere tra preservare un sistema che premia i mostri e costruire un mondo in cui la dignità umana diventi il fondamento dell’organizzazione economica e politica…” (1)

      Aggiungiamo alla relazione di Nicola un testo ancora più semplice, chiaro e tagliente di Caitlin Johnstone, autrice della cui matrice politico-ideologica nulla conosciamo e non ci interessa di conoscere per apprezzarne il sincero ed esemplare slancio anti-imperialista.

      Ognuno/a, ciascuno/a per come può e si sente, si disponga lungo la linea di tensione fisica e spirituale che ci è imposta dalle cose, dai fatti. Ready for Supreme battle!

       

      1. Vedi: “Perché i pedofili sono i capitalisti di maggior successo?” in

      https://comedonchisciotte.org/fuori-e-oltre-gli-orrori-delle-isole-e-dei-ranch-di-epstein-spezziamo-la-cappa-di-omerta/

       

       

      Teheran: Ready for Supreme battle!

       

      Conoscere dall’interno l’Iran (e non solo tramite la propaganda occidentale) dovrebbe essere il minimo per chiunque abbia una visione almeno critica del sistema in cui viviamo.

      Il fine non è quello di aderire o meno alla forma di potere che vige lì, tanto meno di proporla come esempio da diffondere da noi o altrove.

      Ma quello di interrogarci sul perché le potenze che, come ha detto Rubio a Monaco, per 500 anni hanno dominato il mondo, odiano così pervicacemente l’Iran e cercano di inculcare lo stesso odio nelle masse dei propri paesi.

      Il problema, quindi, non è di stabilire se l’Iran corrisponda o meno ai nostri modelli preferiti, ma se contrastiamo o no l’aggressione imperialista dei nostri stati oppure facciamo i pesci in barile prendendo le distanze da entrambi, i nostri stati e l’Iran.

      È storia vecchia. Il colonialismo europeo si è fatto strada come portatore di civiltà ai popoli barbari. I socialisti, anche quando si opponevano a specifici interventi coloniali dei propri stati, condividevano di essere parte di una superiore civiltà caricata del compito di portare i barbari al progresso. Aggiungendo, ovviamente, le loro specifiche denunce dei regimi barbari come anti-proletari e anti-democratici.

      Con ciò, si lasciava intendere ai proletari che non fosse il caso di battersi per impedire il colonialismo, e che, tutto sommato, un’occupazione europea avrebbe elevato i barbari alla moderna lotta di classe, quella che avrebbe favorito il socialismo.

      Tutto il colonialismo europeo si è basato su questo patto di classe.

      Non era solo fatto ideologico, ma drammaticamente pratico per i risvolti delle famose briciole di cui parlava Lenin.

      La storia, si sa, è una grande maestra di vita. Peccato che abbia pochi discepoli. Così oggi vediamo gli epigoni dei socialisti di allora, partecipare alle fanfare contro Gheddafi, Assad, gli Ayatollah, ecc. per evitare, come allora, di dichiarare: giù le mani del colonialismo e dell’imperialismo da qualunque paese, a prescindere da ogni giudizio sul suo sistema politico ed economico!

      Insomma, l’auto-determinazione tanto cara a Lenin!

      L’Iran, non di meno, non è uno dei tanti paesi da sottomettere e saccheggiare, ma devono esserci altri motivi vista l’intensità dell’aggressione. Cercherò di richiamarli brevemente.

       

      Perché l’Iran?

      Partiamo da Israele

       

      Per Netanyhau l’Iran è la testa del serpente da schiacciare per uccidere tutto il serpente. Se non viene distrutto l’Iran, Israele non può dichiarare la vittoria completa e compiere il suo progetto: schiacciare i palestinesi e assumere l’egemonia su tutta l’Asia Occidentale.

      Il serpente è l’Asse della Resistenza: Hamas, Hezbollah, le milizie iraqene, Ansarallah.

      Tutte queste sono state organizzate, sostenute e armate dall’Iran, la testa del serpente.

      Senza questo meticoloso lavoro progettato da Soleimani, assassinato da Trump, e ai sacrifici che è costato all’Iran, non ci sarebbe stata la Tempesta di Al Aqsa, Israele non sarebbe stato esposto a una bruciante sconfitta che ne ha distrutto la mitica deterrenza, non avrebbe dovuto affrontare la guerra più lunga della sua storia, su molteplici fronti che lo hanno messo a dura prova, e, probabilmente, prostrato fino al punto che il suo futuro è sempre più incerto. Netanyhau vede giusto o è pazzo?

      Per stabilire il pieno dominio sui palestinesi, non basta opprimerli in ogni modo, ma Israele deve fare terra bruciata intorno a loro.

      Le coalizioni arabe delle prime guerre sono state dissolte. Le monarchie arabe sono state messe sotto il controllo Usa, l’Egitto di Nasser è stato distrutto dall’interno e sottomesso alla dipendenza finanziaria da Washington e dalle monarchie del Golfo, le velleità dell’Iraq a favore della Palestina sono state bruciate in due delle aggressioni più brutali dell’imperialismo collettivo, la Libia di Gheddafi è stata annichilita e trasformata in uno stato fallito.

      Mentre tutti i nemici reali o potenziali di Israele venivano eliminati, attorno ai palestinesi si è creata una nuova cerchia di solidarietà, l’Asse, che si è rivelata molto più potente di tutte le alleanze precedenti, perché non basata sulla resistenza di stati, ma sulla resistenza dei popoli.

      Al punto che, per sconfiggerla, Israele ha dovuto invocare l’intervento diretto dell’imperialismo.

      Questo è fallito con lo Yemen, ha ottenuto risultati parziali in Libano che non riesce a consolidare e deve rinnovare continue minacce all’Iraq per indurlo a sciogliere le milizie popolari.

      Israele non ha ancora vinto, e può vincere davvero solo se schiaccia la testa del serpente.

      Ci può piacere o no la direzione politica, ideologica, religiosa dell’Asse, ma non possiamo evitare di riconoscere che questo per Israele si è rivelato un nemico formidabile, il più formidabile che abbia mai dovuto incontrare, e che ha dato ai palestinesi una nuova speranza di resistenza vittoriosa.

       

      Perché l’Iran?

      Ancora per Israele

       

      Israele è un paese piccolo e senza risorse che risiede in una regione con centinaia di milioni di abitanti che non potranno mai essere trasformati in acquiescenti sostenitori di Israele, e che, dunque, potranno di continuo dar vita a forme di resistenza.

      Perciò, per sopravvivere Israele deve circondarsi di stati falliti (Siria, Libano, Libia, Sudan), a minaccia continua di fallimento (Giordania, Egitto) o sotto stretto controllo Usa (Paesi arabi del Golfo).

      L’unico stato che cerca di esercitare una politica indipendente e contraria a Usa e Israele rimane l’Iran. Costringerlo a capitolare o distruggerlo spianerebbe la strada al definitivo assoggettamento dei palestinesi e darebbe a Israele la garanzia di diventare la potenza egemone di tutta la regione, con risvolti anche sul piano dello sfruttamento economico delle risorse e del valore espropriato al lavoro.

       

      Perché l’Iran?

      Per l’imperialismo

       

      Israele è, fin da quando è stato concepito, un insediamento di una colonia di europei nel cuore della Palestina.

      Il sionismo è l’ideologia con la quale si sono radunate le bande di europei colonizzatori e si è nascosto il loro insediamento dietro la coltre morale del pagamento del debito storico dell’Europa per le persecuzioni anti-ebraiche.

      L’Inghilterra lo concepì nel momento in cui l’Impero Ottomano stava per disintegrarsi.

      Mentre prometteva agli arabi un’unica nazione araba, si spartiva i resti dell’Impero con la Francia. Insieme disegnarono confini di nuovi stati con monarchi sotto la loro protezione e, per porre il sigillo definitivo del loro potere, insediarono Israele.

      Il mondo arabo sarebbe stato diviso per sempre e per sempre dipendente e sottomesso all’unico paese a cui sarebbe stato consentito lo sviluppo economico, finanziario, commerciale, militare: Israele.

      In quel momento si voleva evitare un’unica nazione araba, la cui demografia e ricchezza di risorse rischiava di trasformare in un fenomenale concorrente sul piano industriale, commerciale, geopolitico, militare, ecc.

      E, poi, si iniziava a comprendere l’importanza del petrolio e gli immensi giacimenti che erano diffusi in tutta l’area.

       

      Perché l’Iran?

      Ancora per l’imperialismo

       

      Dopo la II g.m., il nuovo egemone imperialista, Usa, ha preso in mano il testimone e perfezionato sia la potenza israeliana che il dominio diretto e indiretto su tutti i paesi della regione.

      L’equilibrio dell’Asia Occidentale attorno al perno Israele è stato fondamentale per tutta l’epoca che arriva fino a noi.

      Gli Usa hanno costruito intorno a esso il totale dominio sulle risorse petrolifere che hanno svolto un ruolo decisivo nella ripresa dell’accumulazione capitalistica dopo la II g.m.

      Controllo delle quantità estratte, del commercio, e del prezzo. Ma anche appropriazione della rendita che scaturisce dal commercio, lasciata in parte a poche oligarchie dominanti su una regione conservata nel sotto-sviluppo.

      E con la disponibilità della rendita petrolifera e la protezione ai monarchi hanno trasformato il dollaro nella valuta mondiale di scambio e riserva, costruendo un sistema che gli ha consentito di arricchirsi alle spalle di tutto il resto del mondo, assieme ai fedeli vassalli felici.

       

      Perché l’Iran?

      Ancora per l’imperialismo

       

      Perno del controllo della regione, e perno dell’imperialismo a scala mondiale. Non solo Usa ma anche del gruppetto di vassalli felici che ne hanno beneficiato, tra cui le potenze europee, Italia compresa.

      Ristabilire e consolidare l’ordine dell’Asia Occidentale con perno su Israele è, perciò, vitale anche per l’imperialismo collettivo.

      Tanto le esigenze autonome di Israele, quanto quelle convergenti con l’imperialismo rendono, quindi, l’Iran la testa del serpente che entrambi devono necessariamente schiacciare.

       

      Con la capitolazione o la distruzione dell’Iran sarebbero realizzati una serie di obiettivi decisivi per l’imperialismo che elenco, senza approfondire:

       

      • rimettere Israele al vertice sommo della regione e dirottare le forze militari Usa altrove, in Asia Centrale e Orientale;
      • aprire un cuneo verso l’Asia Centrale contro Russia e Cina;
      • interrompere le Vie della Seta cinesi di cui l’Iran è un terminale fondamentale;
      • controllare completamente gli stretti della penisola arabica, Hormuz e Bab el Mandeb;
      • eliminare un pericoloso esempio di nazionalizzazione del petrolio;
      • rinforzare il dominio mondiale sul petrolio per salvare il dollaro, le finanze Usa e per condizionare lo sviluppo di Cina e altri paesi;
      • sanare la ferita dell’umiliazione subita con la rivoluzione del ’79.

       

      Questo è il lavoro sporco che Merz e tutto l’imperialismo si aspettano da Israele, in collaborazione con gli Usa e con la stessa UE che non ha mai sospeso la sua aggressività contro l’Iran.

       

      Perché l’Iran è contro Israele e l’imperialismo?

       

      Per motivi religiosi? Per Israele e i governi occidentali l’Iran è una feroce dittatura islamica che per vuole sterminare gli ebrei e sottomettere tutti i paesi vicini alla propria ideologia religiosa.

      Per espansione territoriale? Altro motivo sostenuto dagli stessi è che l’Iran ha il solo obiettivo di affermarsi come potenza sottomettendo tutte le altre e, quindi, in realtà usa i palestinesi solo in modo strumentale.

      Credere a tali giustificazioni non solo è indice di accettazione della propaganda di guerra dei nostri governi e di Israele, ma è anche un violento torto alla storia dell’Iran e alla storia generale del mondo in cui viviamo.

      L’Iran nell’800 è stato oggetto di contese del Grande Gioco tra Impero Zarista e Inghilterra.

      Dissolto l’Impero Zarista, l’Inghilterra si inserì strappando concessioni petrolifere che rapinavano l’Iran delle sue risorse, lasciandolo nella miseria.

      Nel 1951, con Mossadeq, l’Iran nazionalizzò il petrolio, ma il suo governo fu abbattuto con un golpe di Cia e servizi inglesi (accompagnato da una delle prime “rivoluzioni colorate”) che dette allo Shah il potere assoluto.

      Questi continuò a lasciare libera mano al saccheggio dell’imperialismo, istituì una crudele dittatura, con una sanguinaria polizia segreta, la Savak, e cercò di realizzare un’occidentalizzazione forzata dei costumi (le donne con il velo erano aggredite in strada, arrestate, e, a migliaia, torturate e violentate). Il suo regime era alleato di Israele anche contro i palestinesi.

      Il movimento di opposizione che scaturì contro questa dittatura era, perciò, sia contro la rapina imperialista, per nazionalizzare il petrolio, conquistare l’autonomia politica ed economica nazionale che contro l’occidentalizzazione forzata dei costumi.

      La rivoluzione del 1979 avvenne sotto la rivendicazione dell’autonomia nazionale e l’appropriazione delle risorse per promuovere lo sviluppo economico e sociale, impedito dal furto e dal dominio imperialista. E, allo steso tempo, contro l’occidentalizzazione forzata.

      E fu anche contro Israele perché è la pedina fondamentale del dominio imperialista nell’area.

      La direzione politica fu presa dagli ayatollah anche per la debolezza delle forze anti-imperialiste laiche e socialiste, che in tutta la regione scontavano il fallimento del progetto panarabista socialista.

      Il bilancio tra aspettative e risultati raggiunti dalla rivoluzione del ’79 può fare individuare senz’altro i limiti e le contraddizioni dell’ordine politico retto sugli ayatollah, ma sarebbe oltremodo ingiurioso verso sé stessi non tenere conto che l’ostacolo principale allo sviluppo economico e sociale dell’Iran è lo strangolatorio regime delle cosiddette sanzioni cui è sottoposto da 47 anni, che impediscono lo sviluppo, il commercio del petrolio e persino la cura della popolazione. Con lo stesso meccanismo, gli Usa dopo aver fatto tutto il possibile per far fallire lo stato cubano oggi dicono che è fallito… per colpa sua e promettono di liberare il popolo dalla dittatura socialista.

      Un potere fondato direttamente sulle classi sfruttate potrebbe fare di meglio? Forse sì, ma anch’esso non avrebbe potuto esimersi dal combattere Israele e l’imperialismo.

      Porsi, oggi, l’obiettivo di una prima tappa di liberazione dagli ayatollah per regolare, dopo, i conti con Israele e l’imperialismo sarebbe una scelta semplicemente suicida. Per qualunque iraniano che lotti per l’indipendenza politica ed economica del suo paese con un punto di vista di classe, è vitale fare fronte con le masse contro Israele e l’imperialismo, e nell’ambito di questa lotta, anti-imperialista, lavorare a creare le condizioni per un potere più coerentemente fondato sugli interessi di classe, che, solo se sorretto da un protagonismo diretto delle masse, potrebbe, allo stesso tempo, sostituire l’ordine politico basato sugli ayatollah ed essere persino più coerente di loro a fronteggiare l’imperialismo e il suo principale agente, Israele.

       

      Conclusioni

       

      Solo due accenni molto veloci.

       

      1. I palestinesi si augurano che l’Iran resista all’aggressione Usa-Ue-Israele e di rivedere i missili iraniani contro Tel Aviv.

      Invece di volerci continuamente sostituire a loro e alla loro “arretratezza politica” per dargli lezioni, faremmo meglio ad ascoltarli. La cancellazione dell’Iran anti-imperialista sarebbe per i palestinesi la definitiva pietra tombale.

      Sostenere Palestina Libera vuol dire, per noi oggi, contrastare l’aggressione imperialista all’Iran.

      2. Il mondo è davanti a un’epoca di grandi sconvolgimenti.

      Le classi sfruttate e i popoli di tre quarti del mondo sono stanchi dei 500 anni di oppressione e rapina e, in particolare, dei 150 anni di rapina imperialista con le specifiche caratteristiche capitaliste.

      Possono piacere o no i soggetti o gli stati che sono oggi alla testa di questa rivolta, ma questo non deve distoglierci dalla realtà, dal contenuto dello scontro.

      Il quale ci pone con sempre maggiore chiarezza la domanda: da che parte stare?

      Dalla parte di Gaza-Mondo che resiste con tutta la sua incredibile fermezza alle forme più terribili e disumane di oppressione

      o

      dalla parte di Israele-Mondo che pur di mantenere il proprio predominio e i propri privilegi non esita a esercitare la più feroce brutalità?

       

      La Palestina anche in questo è il Cuore del Mondo.

       

      Nicola – 21 febbraio 2026

       

      Teheran: Ready for Supreme battle!

       

      Solo gli idioti credono alla propaganda di guerra sull’Iran

       

      Caitlin Johnstone • 29 gennaio 2026

       

      Non c’è niente che tu possa dirmi che mi convinca che l’interventismo statunitense per un cambio di regime in Medio Oriente sia una buona idea.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che l’amministrazione Trump ci stia dicendo la verità sull’Iran.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che i mass media ci stiano dicendo la verità sull’Iran.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che le persone che hanno appena trascorso due anni a incenerire Gaza abbiano buone intenzioni nei confronti del popolo iraniano.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che proteggere Israele sia una cosa buona e auspicabile che gli occidentali dovrebbero sostenere.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che l’alleanza di potere globale, simile a un impero e vagamente centralizzata attorno a Washington, debba essere al comando del nostro mondo.

       

      Non c’è nulla che tu possa dire per convincermi che dovrei aiutare gli Stati Uniti e Israele a creare il consenso per una guerra per un cambio di regime criticando il governo iraniano nel mezzo di una frenetica campagna di propaganda di guerra.

       

      Non è accettabile essere adulti nel 2026 e continuare a credere che l’intervento degli Stati Uniti per un cambio di regime in Medio Oriente porterà a risultati positivi.

       

      Non è accettabile vivere in un mondo post-invasione dell’Iraq e non capire ancora che ci stanno mentendo sull’Iran.

       

      Non è accettabile aver vissuto ciò che questi mostri hanno fatto alla Libia e credere ancora che rovesciare con la forza il governo iraniano sia una causa morale e giusta da sostenere.

       

      Non è accettabile aver visto questi mostri trasformare Gaza in un parcheggio di ghiaia invaso dall’odore di cadaveri in decomposizione e credere che abbiano nobili intenzioni nei confronti del popolo iraniano.

       

      Non mi interessa se stai sostenendo i tuoi argomenti a favore del cambio di regime da una prospettiva di destra anti-Islam, da una prospettiva liberale umanitaria pro-democrazia, da una prospettiva di sinistra di “solidarietà con i nostri compagni persiani” o da una prospettiva anarchica di “opposizione equa a ogni tirannia”. I tuoi argomenti sono una merda e la tua posizione è sbagliata.

       

      L’obiettivo di rovesciare il governo iraniano è dominare il pianeta in generale e il Medio Oriente in particolare. Potreste pensare che si tratti di qualcos’altro, ma vi sbagliate. Riguarda il potere e il controllo, e tutte le vostre fantasiose idee sulla libertà e la democrazia per il popolo iraniano saranno immediatamente subordinate a questi obiettivi. Se questo non vi è chiaro, siete degli idioti.

       

      L’obiettivo non è portare libertà e democrazia al popolo iraniano. Gli Stati Uniti e Israele non permettono alla democrazia di prosperare in Medio Oriente a meno che non ne possano controllare gli esiti, come stanno cercando di fare in questo momento in Iraq . Gli Stati Uniti e Israele non sono abbastanza popolari in Medio Oriente da consentire alla popolazione di controllare il proprio governo.

       

      L’obiettivo è instaurare un regime fantoccio a Teheran, o balcanizzare la nazione in più stati indipendenti facilmente controllabili, o sprofondare l’intero stato in un caos ingestibile come è successo in Libia. Nessuno di questi piani promuove gli interessi del popolo iraniano.

       

      Se sostieni i programmi di cambio di regime di Trump in Iran, allora sostieni anche l’imposizione di questo al popolo iraniano. Questo è ciò che otterresti nello scenario migliore. Nello scenario peggiore, otterresti una guerra tra Stati Uniti e Iran che scatenerebbe orrori inimmaginabili. Farebbe sembrare l’invasione dell’Iraq e tutte le sue conseguenze come un episodio di SpongeBob.

       

      Non c’è niente che tu possa dirmi che mi spinga a sostenere tutto questo. Chiamami traditore. Chiamami amante dei dittatori. Chiamami antisemita. Dimmi tutto quello che vuoi su quanto sia cattiva e meschina la leadership iraniana. Non mi importerà. Ti licenzierò, perché sei mio nemico.

       

      Chiunque sostenga la guerra con l’Iran è mio nemico. Chiunque voglia infliggere tali orrori alla specie umana è un nemico dell’umanità.

       

      Prometto che non mi farò cambiare idea. Mi piace avere la mente aperta, come si dice, ma non così aperta da farmi cadere il cervello.

       

      Condividi

      Post correlati

      I rischi potenziali delle batterie dei veicoli elettrici


      Visualizza

      Cara Giorgia, i selfie sono finiti: la valanga di No contro la Meloni nell’Italia dell’Ingiustizia fatta Sistema


      Visualizza

      Lascia un commento Annulla risposta

      Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

      Email: info@pierfrancescoandreazzo.eu - info@pierfrancescoandreazzo.com
      Skype: Pierfrancesco.Andreazzo - Twitter: PierAndreazzo


      Facebook Twitter LinkedIn


      ©Copyright 2035 - www.pierfrancescoandreazzo.eu®
      Marchio Registrato, vietato l'uso, anche parziale, del presente Dominio.
      Privacy Policy - Cookie Policy
          Hai Bisogno di Aiuto
          Utilizziamo i cookie per garantire il corretto funzionamento del sito web e offrirti una migliore esperienza di navigazione. Cliccando "Accetta" acconsenti di ricevere tutti i cookie del nostro sito; cliccando su "Dettagli" puoi avere maggiori informazioni sui singoli cookie di ogni categoria. Il pulsante "Rifiuta" comporta il permanere delle impostazioni di default, e dunque la continuazione della navigazione con i soli cookie necessari.
          Cookie Policy
          Accetta
          RifiutaDettagli
          Gestisci consenso

          Informativa Cookie

          I cookie sono piccoli file inviati dal sito al dispositivo, i quali vengono memorizzati dal browser per poi essere ritrasmessi alla successiva visita del medesimo utente. In questo modo il sito web riesce ad adattarsi automaticamente agli utenti, migliorando la loro esperienza di navigazione. Inoltre i cookie forniscono al gestore del sito informazioni sulla navigazione degli utenti, al fine di ottenere dati statistici di utilizzo e costruire un profilo delle preferenze manifestate durante la navigazione, personalizzando i messaggi di promozione commerciale. Questo sito utilizza diversi tipi di cookie e alcuni di essi sono collocati da servizi di terze parti che compaiono sulle nostre pagine, in qualsiasi momento puoi modificare o revocare il tuo consenso alla loro memorizzazione. Per maggiori informazioni su come trattiamo i tuoi dati personali consulta la nostra privacy policy.
          Necessari
          Sempre abilitato
          Cookie che non memorizzano alcuna informazione personale e sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono le funzioni di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web.
          CookieDurataDescrizione
          cookielawinfo-checkbox-advertisement1 annoCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria cookie pubblicitari.
          cookielawinfo-checkbox-analytics11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria cookie analitici.
          cookielawinfo-checkbox-functional11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria cookie funzionali.
          cookielawinfo-checkbox-necessary11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria cookie necessari.
          cookielawinfo-checkbox-others11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria altri cookie.
          cookielawinfo-checkbox-performance11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent, utilizzato per registrare il consenso di un utente per la categoria cookie di performance.
          viewed_cookie_policy11 mesiCookie impostato dal plugin GDPR Cookie Consent che serve a memorizzare se un utente ha acconsentito o meno ad utilizzare i cookie. Non memorizza alcun dato personale.
          Funzionali
          Cookie che aiutano ad eseguire determinate azioni come la condivisione dei contenuti del sito web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback, ecc.
          Performance
          Cookie utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di performance chiave del sito web. Questi cookie aiutano a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
          Analitici
          Cookie utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni su metriche, numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.
          CookieDurataDescrizione
          CONSENT2 anniYouTube imposta questo cookie tramite i video incorporati per registrare dati statistici anonimi.
          Pubblicitari
          Cookie utilizzati per fornire ai visitatori annunci pertinenti e campagne di marketing. Questi cookie tracciano i visitatori e raccolgono informazioni per fornire annunci personalizzati.
          CookieDurataDescrizione
          VISITOR_INFO1_LIVE5 mesi 27 giorniCookie impostato da YouTube per misurare la larghezza di banda e determinare la migliore interfaccia del lettore.
          YSCFine sessioneCookie impostato da YouTube e utilizzato per tracciare le visualizzazioni dei video incorporati.
          yt-remote-connected-devicesNessuna scadenzaYouTube imposta questo cookie per memorizzare le preferenze dell'utente durante la visualizzazione di un video tramite il suo lettore integrato.
          yt-remote-device-idNessuna scadenzaYouTube imposta questo cookie per memorizzare le preferenze dell'utente durante la visualizzazione di un video tramite il suo lettore integrato.
          yt.innertube::nextIdNessuna scadenzaQuesto cookie, impostato da YouTube, registra un ID univoco per memorizzare dati relativi ai video di YouTube visualizzati.
          yt.innertube::requestsNessuna scadenzaQuesto cookie, impostato da YouTube, registra un ID univoco per memorizzare dati relativi ai video di YouTube visualizzati.
          Altri
          Altri cookie analizzati e in fase di classificazione, da stabilire insieme ai loro fornitori.
          Salva e accetta
          Powered by CookieYes Logo