Cominciamo un po’ da lontano…gli Zombie esistono? Intorno a noi, in questo mondo crudele, distopico, di sangue e di guerre, sembra di vederne tanti. Forse gli Zombie, intesi come morti viventi che escono dalle tombe, non esistono nella realtà, ma sicuramente esistono fenomeni e accadimenti reali, biologici e culturali che ne richiamano l’esistenza.
Il termine Zombie nasce ad Haiti ed è legato a rituali magici in cui le persone venivano private della propria volontà. Wade Davis, un botanico, negli anni 80, studiò la cosiddetta polvere degli Zombie usata dagli stregoni locali, scoprendo che conteneva la potente tossina estratta dal velenosissimo pesce palla, la tetrodotossina, veleno che induce lo stato di morte apparente, con battito e respirazione quasi impercettibili. Nei rituali Voo doo o della Santerìa, le vittime venivano sepolte, poi riesumate dagli stregoni e drogate con piante allucinogene, rimanendo sottomessi e incapaci di volontà, per l’appunto degli Zombie.
Il cinema ha reso più presenti che mai nella nostra vita gli Zombie. Dal cult La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero, a L’aldilà – E tu vivrai nel terrore! (1981) di Lucio Fulci fino al coreano Train to Busan (2016) e al famoso Benvenuti a Zombieland (2009).
E per andare alla musica, come non citare Zombie dei Cranberries con la struggente voce di Dolores O’ Riordan?
Ma non perdiamoci nei sentieri sulfurei degli Zombie cinematografici e veniamo a qualcosa di molto più attuale e concreto: un fatto di cronaca avvenuto a Roma il 3 luglio 2026.
A Roma c’è stato un sorprendente furto di Fentanyl – per l’appunto chiamata la droga degli zombie – 80 fiale, sparite dall’ospedale Israelitico. Il Fentanyl è un potente farmaco antidolorifico che è anche una delle droghe sintetiche più diffuse e pericolose al mondo. E le 80 fiale sono sparite in modo a dir poco oscuro: si va dai registri degli oppiacei non aggiornati, alle chiavi incustodite, alla denuncia tardiva da parte dell’Ospedale, ai video delle telecamere interne non disponibili, fino ai probabili aiuti dati ai ladri da parte di complici interni alla struttura. La chiave che apriva sia la porta blindata del deposito sia quella della cassaforte, era custodita in portineria, cioè alla portata di chiunque. Non si esclude quindi che chi ha compiuto il colpo possa aver avuto un aiuto da una o più persone interne alla struttura. La Procura di Roma ha avviato un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, affidata ai carabinieri del Nas e il Ministero della Salute ha attivato i suoi ispettori. Si stima che la quantità di Fentanyl rubata sia idonea a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito e al mercato clandestino. L’ipotesi più ovvia è quella di un furto su commissione al fine di rivendere le fiale sul mercato nero del dark web.
Ma, tornando ai nostri Zombie, perché il Fentanyl è chiamato la droga degli zombie, e perché questo furto deve preoccuparci?
Il Fentanyl è un oppioide sintetico 80-100 volte più potente della morfina. Gli oppioidi sono una classe di farmaci usati contro il dolore grave. Quelli sintetici non derivano direttamente dal papavero da oppio come quelli naturali (per esempio la morfina o la codeina), ma sono prodotti in laboratorio e progettati per potenziare gli effetti degli oppioidi naturali. In ambito medico il Fentanyl è impiegato da decenni principalmente in anestesia, nella fase post-operatoria e in terapia intensiva, in caso di lesioni traumatiche oppure per contrastare le manifestazioni più importanti di dolore cronico grave, come nei malati oncologici o in altre condizioni che comportano dolore forte e persistente.
Esiste la dipendenza da Fentanyl? Gli oppioidi non provocano solo analgesia e sedazione, attivano anche il circuito della ricompensa dando sensazioni di benessere e talvolta di euforia: il corpo, associando queste sensazioni al farmaco, inizia a desiderarne ancora. L’astinenza da Fentanyl comporta un insieme di sintomi come vomito, dolore a ossa e muscoli, vampate di freddo, diarrea, movimenti incontrollabili delle gambe, effetti che spingono ad assumere quantità ancora maggiori di questa sostanza per trovare sollievo.
Basta una quantità di Fentanyl del peso di pochi granelli di sabbia, pari a 2 milligrammi, per formare una dose letale e una minima quantità di Fentanyl è sufficiente a causare grave depressione respiratoria. L’overdose da Fentanyl provoca uno stato di sedazione – da qui l’espressione di droga degli zombie spesso associata a questa sostanza: dunque estrema sonnolenza, respiro lento e debole, gorgoglii e rumori di soffocamento, pelle fredda e umida, ipotermia, labbra e unghie cianotiche, pressione bassa, pupille ristrette, nessuna risposta agli stimoli…insomma una vera notte dei morti viventi!
Negli Stati Uniti, l’arrivo del Fentanyl sul mercato clandestino degli oppioidi sintetici nel 2013 ha aggravato il bilancio delle morti per overdose da farmaci oppioidi, una crisi iniziata negli anni ’90 con le massicce prescrizioni di farmaci oppioidi da parte dei medici fomentate dalle case farmaceutiche. Le reti criminali e il mercato clandestino guardano con interesse a questo mercato low-cost.
Ma torniamo al nostro furto, a quel 3 luglio all’Ospedale Israelitico: abbiamo parlato di anomalie varie, comprese le oltre 20 persone che avevano la possibilità di utilizzare la chiave per aprire l’armadietto blindato con lo stupefacente.
Inoltre il furto sarebbe avvenuto in due fasi, un primo furto il 22 giugno con un certo numero di fiale già sottratte. Ma la denuncia è stata fatta solo il 24, due giorni dopo, quando ci si sarebbe accorti del secondo ammanco. Tanti misteri a Zombieland e l’ombra oscura del Fentanyl, la droga degli zombie che dall’America si allunga sull’Italia.
Dal punto di vista normativo, i farmaci legittimi a base di Fentanyl sono blindati nella tabella dei medicinali (sezione A) e prescrivibili solo con ricetta ministeriale speciale, mentre i derivati illeciti e clandestini sono inseriti nella tabella I delle sostanze stupefacenti. Nel marzo 2024 il Governo italiano ha varato un Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl, attivando un’allerta di terzo grado.
La sostanza degli Zombie avanza attraverso due canali: le piazze di spaccio e i corridoi degli stessi ospedali. Il furto di questi giorni ha sollevato forti preoccupazioni sul rischio di una diffusione di massa della droga degli Zombie, richiamando alla memoria storica le dinamiche con cui l’eroina invase l’Italia e l’Europa negli anni ’70. Le indagini sul traffico di oppioidi sintetici evidenziano mercati illegali nuovi ma anche un parallelismo storico significativo con il passato. Chi c’è dietro la diffusione del Fentanyl? Essendo economico e fino a 50 volte più potente dell’eroina, permette di massimizzare i profitti aumentando rapidamente la dipendenza. Il mercato nero dei farmaci e la rete della ricettazione gestisce i furti nelle strutture sanitarie e i sistemi di prescrizioni mediche abusive che servono a deviare i farmaci legali verso il mercato clandestino.
Esiste un riferimento con l’eroina degli anni ’70 e con la sua immissione selvaggia sul mercato che servì a smantellare un enorme movimento di lotta e a distruggere un’intera generazione?
Il timore che il Fentanyl possa replicare la devastazione dell’eroina degli anni ’70 è reale e si basa su analogie nella diffusione e nell’impatto sociale. Ci fu allora, come ora, un’invasione improvvisa e violenta del mercato. Negli anni ’70 l’eroina arrivò in Italia quasi da un giorno all’altro, sostituendo le droghe leggere. Il timore attuale è che l’immissione sul mercato nero di scorte rubate di Fentanyl possa saturare rapidamente le piazze di spaccio.
All’epoca della diffusione dell’eroina nacquero ipotesi storiche (come la teoria dell’Operazione Blue Moon1) secondo cui l’afflusso massiccio di droga pesante tra i giovani è servito a sedare le tensioni politiche e la contestazione sociale agendo sulle fasce più fragili della popolazione colpite da isolamento e disagio economico. Come l’eroina divenne la droga dei poveri negli anni ’70, il Fentanyl si candida a diventarlo ancora di più. Ricordiamo che bastano appena 2 milligrammi per provocare un’overdose letale. Nelle piazze di spaccio americane, la droga degli Zombie viene spesso tagliata con la xilazina, un sedativo usato in campo veterinario. Il Fentanyl rappresenta davvero l’ingresso nel regno dei morti viventi, generando piaghe cutanee ulcerose e necrosi dei tessuti, donando tragicamente agli adepti l’apparenza degli Zombie.
Nell’immissione selvaggia dell’eroina in Italia negli anni ’70, è intervenuta a livello organizzativo la grande rete criminale, ma la decisione di diffondere l’eroina è stata prima di tutto una decisione politica, risultato di una combinazione di fattori criminali, geopolitici e sociali ed è stata programmata come repressione, quanto mai cinica ed efficace, del movimento di lotta. Ovviamente la criminalità organizzata si è appoggiata, per la distribuzione nei quartieri popolari delle grandi città, sulla criminalità locale, creando una rete micidiale per efficacia e volontà di uccidere.
A Roma è stato emblematico il ruolo della Banda della Magliana che ottenne il monopolio dello spaccio capitolino, con forti appoggi e connivenze politiche. Si è trattato di un’operazione commerciale pianificata: le sostanze prima diffuse tra giovani, militanti, proletari erano hashish, LSD, anfetamine e barbiturici: improvvisamente scomparvero o divennero difficili da reperire. In compenso la criminalità, forte di un disegno politico di annientamento del movimento di lotta e di opposizione al potere, riempì il vuoto del mercato, offrendo eroina a basso prezzo per creare rapidamente una vastissima area di utenti disperati e dipendenti. Nei movimenti di lotta del 1977 si sviluppò subito una analisi politica che evidenziava il ruolo dell’eroina come arma di Stato, con la complicità dei servizi segreti, per annientare la rivolta e la ribellione, per cancellare la resistenza politica, minando dall’interno i movimenti combattenti che stavano combattendo la crudeltà del sistema politico ed economico dominante.
La diffusione della droga distrusse dall’interno la spinta collettiva, trasformando l’energia politica in dramma privato. L’impatto dell’eroina sui movimenti del 1977 fu devastante e segnò, di fatto, la fine della stagione della lotta politica studentesca e operaia, sbaragliando e cancellando i luoghi tradizionali di aggregazione del Movimento, criminalizzando l’occupazione delle Università e delle scuole, entrando nei circoli del proletariato giovanile, facendo continue azioni di intrusione e repressione negli spazi e nei palazzi occupati dal movimento a fini di aggregazione sociale, spezzando la solidarietà di gruppo, rompendo la fiducia reciproca, diffondendo il sospetto che compagni di militanza potessero essere spie o informatori della polizia.
Da subito l’analisi politica del movimento, in special modo dell’Autonomia Operaia, si concentrò sul fatto che l’eroina fosse uno strumento di guerra psicologica ed economica dello Stato, una sedazione della protesta che ha creato una sorta di perpetua notte dei morti viventi. L’eroina accelerò il fenomeno storico del riflusso alla fine degli anni ’70, che, insieme alle leggi speciali e alla repressione selvaggia, segnò il traumatico passaggio dall’impegno politico collettivo alla chiusura nel privato. La droga diventò strumento di autodistruzione per migliaia di militanti politici che avevano sognato e lottato per cambiare il mondo, per realizzare l’utopia morale e politica di un mondo migliore.
Il furto del Fentanyl è l’annuncio di una nuova Zombieland in arrivo per distruggere gli ultimi tentativi di esercitare l’intelligenza critica e la volontà politica di lottare per non diventare tutti dei morti viventi?




