Flock Group Inc, con sede ad Atlanta, negli Stati Uniti, è un operatore di sistemi di sicurezza, sia hardware che software. Con il marchio Flock Safety, in collaborazione con 5 mila agenzie delle forze dell’ordine ha piazzato su suolo pubblico, sia centri urbani che aree rurali, oltre 120 MILA sistemi di lettura automatica delle targhe auto, le cosiddette telecamere ALPR, in 49 stati Usa. Montate su veicoli o su pali ed alimentate da un pannello solare, queste telecamere non si limitano alla sola lettura della targa, registrano chiunque passi nel campo visivo della telecamera.
Quando un veicolo segnalato come associato a un crimine o a una persona scomparsa, viene rilevato dalla telecamera, il sistema avvisa la polizia.
Le registrazioni di ogni veicolo ed individuo catturato dalla telecamera vengono conservate in un database per 30 giorni, archivio che viene condiviso da chiunque abbia un contratto con Flock Safety. Da qui nascono le numerose contestazioni, sia sul piano degli abusi da parte della polizia, che sul piano legale, soprattutto in quanto violazione della privacy dei cittadini.
Alcuni agenti sono stati condannati per aver utilizzato in modo improprio l’accesso all’archivio per spiare persone legate alla loro sfera personale, nonostante la violazione, in realtà per accedere al database non hanno bisogno di un mandato, secondo l’Avv.to Michael Soyfer presso l’Institute for Justice, lo studio legale che ha intentato cause contro Flock. L’avvocato quindi teme che gli accessi impropri siano molti di più di quelli emersi.
Langley, CEO di Flock, ha dichiarato che i clienti sono liberi di fissare limiti differenti su come Flock può essere utilizzato.
Viene messa in discussione anche la reale efficacia del sistema, a fronte di milioni di persone e auto registrate estranee a possibili crimini, non sono molti gli studi condotti che hanno evidenziato un calo nei furti di auto, larga parte dei quali da ricondursi ad un fisiologico calo, ma nessun effetto concernente i crimini violenti.
La conservazione dei dati per 30 giorni è un tempo veramente lungo e preoccupante, sebbene la società sostenga di non vendere i dati a terze parti, non è semplice fidarsi. Trenta giorni di osservazione su un soggetto sono tanti, si possono individuare schemi di comportamento, dove qualcuno si rifornisce, dove va a curarsi, un soggetto estraneo ad ogni crimine finito nelle registrazioni suo malgrado, ma possibile oggetto di interesse da parte di chi può avere accesso al sistema, lecito oppure no.
Preoccupante se si tiene conto della denuncia di un musicista, Ben Jordan di Atlanta, attivista contro Flok Safety, che ha documentato come fosse stato semplice reperire, come utente non registrato nel sistema Flock, tramite un motore di ricerca, l’interfaccia di accesso, senza che venissero chieste le credenziali, si poteva entrare e visionare i filmati delle registrazioni.
Flock Safety, creata nel 2017 oggi vale almeno 7,5 miliardi, ha partner del calibro di Peter Thiel ed Andreessen Horowitz, miliardari non proprio devoti all’etica, ma ai profitti ed i dati dei cittadini sono parte del pacchetto per accrescerli.
Come spiega Chad Marlo, consulente legale senior per le politiche presso l’ACLU, dove si occupa di questioni legate a privacy, sorveglianza e tecnologia (vedi video) :
“Dunque, l’azienda è stata fondata da un ingegnere miliardario di nome Garrett Langley. Un aspetto davvero interessante e cruciale è che l’azienda è sostenuta da quasi un miliardo di dollari in investimenti di venture capital; questo è fondamentale perché gli investitori hanno puntato su una società che, in sostanza, scambia la privacy in cambio di profitti.
Registrano informazioni sulle persone. Flock sostiene sempre di non vendere dati, ma affermare ciò è come se la Ford Motor Company dichiarasse di non vendere volanti. Certo, capisco che il prodotto principale siano le automobili e che si tratti di monitorare i veicoli, ma quei dati sono parte integrante del prodotto Flock, proprio come il volante fa parte dell’auto prodotta dalla Ford.
Quindi l’azienda raccoglie tutte queste informazioni: più dati riesce a raccogliere e condividere, maggiore è il valore del suo prodotto. Di recente, Flock è stata valutata quasi 8 miliardi di dollari. Per accrescere il valore aziendale, devono acquisire i dati di più persone, invadere maggiormente la loro privacy e condividere le informazioni su più ampia scala. E anche se dichiarano di avere sistemi e procedure per impedire una condivisione indiscriminata dei dati ed evitarne l’uso improprio, si tratta solo di dichiarazioni di facciata per le pubbliche relazioni. Gli investitori di venture capital, desiderosi di ottenere rendimenti enormi, hanno spinto Flock ad accelerare al massimo, violando la privacy il più possibile al fine di aumentare i profitti. Esiste infatti una correlazione diretta tra un maggiore monitoraggio, una sorveglianza più capillare, una raccolta e condivisione di dati più estesa e l’aumento dei profitti”
Mentre nascono movimenti e contestazioni contro questo sistema di sorveglianza di massa, il sito Deflock.org che informa sulla posizione delle telecamere ALPR, unito alla scarsa trasparenza della compagnia, sempre più comunità scelgono di rescindere e/o non rinnovare il contratto con Flock. Oggi sono circa 60 i comuni che hanno deciso di interrompere i rapporti con la società.
La reazione di Flock non si è fatta attendere e come spesso succede, ha tentato di equiparare i critici al sistema ALPR a dei terroristi, salvo scusarsi successivamente, continuando comunque ad ignorare la mancanza di trasparenza ed opacità dei contratti proposti.
Tipico da parte del potere lo scaricare le proprie responsabilità su chi solleva dubbi ed osservazioni, in questo caso assai gravi.
Chissà, forse temono che si possa replicare in Usa la lotta feroce che i cittadini britannici hanno fatto contro le 2.800 telecamere ANPR (Automatic Number Plate Recognition), poste a confine delle zone Ulez a Londra.
In Inghilterra, formalmente servivano per multare chi voleva accedere senza diritto, ma, tra AI, sogni distopici di chi ci governa e multimiliardari ingordi e sadici, difficile non ipotizzare una loro implementazione per un controllo sempre più ferreo e restrittivo.
In Italia, il governo Meloni intende introdurre un decreto legislativo che mira ad implementare l’uso del riconoscimento facciale ed IA per identificare gli autori di reato.
Naturalmente serve quindi che siano piazzate sempre più telecamere di sorveglianza, dotate di software sofisticato, che, come il sistema Flock immagazzina i dati in database, per ora la conservazione dei dati è prevista per 7 giorni a differenza dei 30 gg consentiti in Usa.
“Fortuna” che in Italia abbiamo
già 200 data center operativi ed oltre 80 in via di approvazione. Aqua ed energia verranno fagocitate, ma saremo tutti più schedati e sicuri.
La scusa su cui il governo si è basato per estendere l’uso di questa tecnologia è riconducibile ai recenti scontri in Val di Susa, dove manifestanti totalmente incappucciati hanno distrutto il cantiere del Tav, come possa essere utile in questo caso il riconoscimento facciale non è dato sapere.
Le “identificazioni” sono state fatte alla vecchia maniera, hanno fermato quante più persone potevano pescando nel mucchio. L’altra scusa gli scontri a Bologna, di tutt’altra natura, in quanto i soggetti erano a volto scoperto e se il fine di un riconoscimento facciale fosse quello di assicurare alla giustizia gli autori che hanno messo a ferro e fuoco Bologna si finge di dimenticare che esistono ancora leggi molto lassiste ed una magistratura “sensibile” nei confronti dei rei.
In Inghilterra, nonostante l’esteso sistema di telecamere, il tasso anche solo delle violenze sessuali, soprattutto contro le minorenni non accenna a diminuire, considerato che il governo Starmer si era opposto ad una larga indagine volta a dare giustizia alle oltre presunte 250 MILA vittime delle grooming gangs spesso di origine pakistana.
La domanda sorge spontanea, questo sistema di schedatura telematica è davvero volto a garantire sicurezza e consegnare i criminali alla giustizia o gli interessi in gioco potrebbero essere ben altri?




